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Altro / Re:La Birreria del foro
« Ultimo post da Bic il 02 Novembre 2017, 13:10:15 »
Salve,
sono passati mesi, più di un anno anzi, se non sbaglio. Come se la passa il forum?
Mi mancano ogni tanto gli scritti, le analisi, le discussioni. Non che ne abbia il tempo, tutt'altro. Però lo sento come un pezzo perso. Non ricordo nemmeno come fossi quando me ne sono andato.

Ciao, Spoiler.
Stiamo decidendo innovazioni.

Si incontra quello che ci occorre per avanzare, evolvere, fai tu. Se non ricordi come eri, vuol dire che ne hai fatta di strada.
Abbraccio  :ou86ch:
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Altro / Re:La Birreria del foro
« Ultimo post da Spoiler il 01 Novembre 2017, 23:24:04 »
Salve,
sono passati mesi, più di un anno anzi, se non sbaglio. Come se la passa il forum?
Mi mancano ogni tanto gli scritti, le analisi, le discussioni. Non che ne abbia il tempo, tutt'altro. Però lo sento come un pezzo perso. Non ricordo nemmeno come fossi quando me ne sono andato.
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Effemeridi / [Scuola] A volte gli alunni ritornano
« Ultimo post da tontonlino il 31 Ottobre 2017, 11:30:52 »

Quando ho cominciato a insegnare mi furono affidate tre classi. Era una scuola media e gli alunni non erano molto numerosi. L’anno seguente passai alle superiori. Classi nuove, visi nuovi. L’anno dopo tornai alle medie. Poi ci fu il concorso a cattedra e passai di ruolo alle superiori. Erano i primi anni ottanta.
A dire il vero non pensavo di passare l’intera mia vita a scuola. Avrei voluto fare tutt’altra cosa. Il traduttore, per esempio. Il destino decise altrimenti. Una volta entrato nel mondo della scuola è difficile uscirne.

Ogni inizio di anno scolastico mi offriva dei listoni di nomi e cognomi che mi affrettavo a memorizzare. Erano, ogni volta, una cinquantina di nomi nuovi che dovevo abbinare ad altrettanti visi, stando attento ai casi di omonimia e alle rassomiglianze fisiche. Una volta mi sono capitati dei gemelli. Non vi dico il pasticcio!

Con l’andare degli anni mi accorsi che il tempo trascorreva solo per me: io accumulavo gli acciacchi mentre loro rimanevano sempre giovani e tosti quasi avessero fatto un patto con il diavolo.

Una volta, durante il primo appello dell’anno, riconobbi uno dei miei nuovi alunni. Non c’era nessun dubbio, era proprio lui… solo che non aveva lo stesso nome. Una volta tornato a casa, ci pensai sopra. L’alunno che credevo di avere riconosciuto l’avevo avuto in classe almeno dieci anni prima e quindi si trattava di semplice rassomiglianza. Arrivai alla conclusione che non è vero che gli alunni non invecchiano mai: semplicemente, si fanno rimpiazzare da qualcuno che gli rassomigli. A quale scopo, non l’ho capito. Il fatto rimane che ogni tanto questo accade.

Ultimamente i casi di rassomiglianza si sono moltiplicati. A inizio ottobre erano in due. Il dieci del mese, otto, poi siamo passati a quindici. Mi domando se, tutto sommato, la mia teoria sia valida. Non sarà, invece, che i vecchi alunni, per qualche ragione, la nostalgia ad esempio, decidano di tornare e di presentarsi in classe così com'erano prima ma con dei nomi diversi per non dare nell'occhio?

Oggi, in terza, erano tutti presenti. Mi guardavano, come contenti di rivedermi. Non hanno gli stessi nomi, ma sono più che certo che sono loro. Erano venticinque alunni tornati dal passato. Probabilmente lo era anche il ventiseiesimo ma qualcosa mi dice che aveva sbagliato classe.

Si deve essere diffusa la notizia del mio prossimo pensionamento. Nei loro occhi percepivo una certa tristezza, perché sanno che quelle di quest’anno saranno le mie ultime lezioni. L’anno prossimo lascerò il mio posto a un insegnante più giovane.

I miei alunni, però, li porterò sempre con me.

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Anche qui, buona fortuna per il risultato finale.

Poi fermati, però  :unsisi:
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Mario  :tend:
Non si può dire che tu dorma sugli allori  :asd:

Congratulazioni!  :hype:
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Ricevo dalla giuria e riposto:

Gentilissimo Mario Giardini,

siamo lieti di comunicarle che il suo racconto dal titolo:

BUON APPETITO FIDEL

ha superato la selezione della giuria della prima edizione del Concorso Letterario "Le Dieci Ville" collocandosi tra i finalisti nella sezione Adulti.

Abbiamo, inoltre, il piacere di informarla che il racconto, trovandosi tra i primi trenta finalisti di entrambe le sezioni, sarà pubblicato in un'antologia del concorso.

In occasione della Cerimonia di Premiazione, che si terrà Venerdì 10 novembre 2017 alle ore 16.00 nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi in [/color]Via Garibaldi 9 Genova,verranno comunicati i primi tre classificati delle sezioni Adulti e Giovani.

La preghiamo di comunicare la sua presenza alla cerimonia e di indicarci il numero di eventuali accompagnatori.

La segreteria resta a sua disposizione per ogni ulteriore indicazione o informazione che ritenga necessaria.

In attesa di incontrarla personalmente la ringraziamo e le porgiamo cordiali saluti.

p. La Segreteria Organizzativa

    Maria Cristina Morsia[/size]
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Effemeridi / Re:[Scuola] Il nuovo sport di picchiare gli insegnanti
« Ultimo post da barabba il 24 Ottobre 2017, 11:22:43 »
Citazione
Dall'altra, la figura patetica, e disprezzabile, di chi vorrebbe insegnare loro dei valori,
Da parte mia ritengo che il punto sia proprio quello dei valori.
L'uomo moderno è disorientato, e perciò ha paura. L'intero sistema dei valori occidentali  (la religione cristiana con tutto il suo corollario etico e morale) è stato smantellato senza lasciare niente al suo posto. Anzi, qualcosa è rimasto: il denaro. Come misura di tutte le virtù e come ultima aspirazione. Si dovrebbe ragionare a lungo dei motivi di questo crollo etico e morale, e quindi politico, delle nostre società. Ma non mi pare che vi siano molte persone interessate a farlo. Di conseguenza, essendo rimasto il denaro (che in sé è un disvalore) come unico centro valoriale, la scuola pubblica ha finito per rimanerne vittima, come tante altre istituzioni.
Suppongo perché la scuola (soprattutto quella pubblica) non funziona più da tempo come motore dell'ascensore sociale. Il titolo non offre più alcuna prospettiva futura, non serve per guadagnare di più, quindi non serve e basta.
Citazione
Credo insomma, che la molla principale sia il disprezzo.
Qui, suppongo, entri in gioco il disprezzo.
Perdere tempo, anni, in una cosa che viene percepita come inutile cosa può generare se non disprezzo? E quando il professore si mette di traverso nel raggiungimento del traguardo inutile (il titolo), il disprezzo può trasformarsi in esasperazione e violenza.
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"Il mio ultimo capolavoro" / [articolo] QUANDO LA CENSURA PROVOCA IL BLACK OUT
« Ultimo post da Bic il 19 Ottobre 2017, 21:54:57 »





Testo apparso in Giornale Pop




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