Autore Topic: Georges Simenon  (Letto 417 volte)

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Offline Bic

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Georges Simenon
« il: 10 Giugno 2015, 10:07:25 »
Georges Joseph Christian Simenon

(Liegi, 1903 – Losanna, 1989), scrittore belga di lingua francese

 


Bibliografia (da wiki, come riportata in questo momento).


Spiacente, ma non sei autorizzato a visualizzare il contenuto degli spoiler
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Re:Georges Simenon
« Risposta #1 il: 10 Giugno 2015, 10:57:04 »
I clienti di Avrenos (Les clients d'Avrenos; 1935, wiki dà 1934) è un racconto lungo, ma compiuto come un romanzo.
Affascinante, oscuro senza essere un "giallo".
Letto in una sera e, man mano che la sera passava, sprofondavo via via in un'atmosfera che mi ha ricordato altri luoghi, diversi ma simili per certi versi, se non fosse stato che i tempi erano altri. Ma la gente uguale, i palazzi quelli, l'immobilità la stessa. Sto parlando di un'Alessandria di Egitto un attimo prima che scoppi internet, un mondo fatiscente dove la ricchezza sta andando lentamente in malora, gli stucchi sbrecciati, le strade rappezzate male, ma resistono le architetture coloniali, i ferri artistici sono ancora al loro posto, arrugginiti, gli ascensori aperti ogni tanto si bloccano a metà piano, scelgo sempre di salire e scendere a piedi, i caffè servono caffè arabo e gli occhi vedono il mare attraverso lussuose vetrate impolverate. Mai pulite. A Il Cairo è la stessa cosa. Mentre inganno lunghe ore in attesa di una persona, entro nel Museo Egizio e giro silenziosa e sola e ogni tanto incontro uno dei "ciceroni" che mi dice: "Qui ci sono cose vecchie, molto vecchie. Very old, قديم, qadim". E io annuisco ogni volta, tutto è riassunto in quel "قديم". Nessun'altra storia, perché è stata dimenticata, perché non è la propria. Mi volto e ho il diritto di farlo, di non dargli più retta, perché sono una ragazzetta, sono europea e sono sola.


Qui no, nel mondo di Simenon siamo ancora negli anni Trenta, tutto funziona in questo mondo di diplomatici ed europei, persi in una terra che non dà la possibilità di andarsene; che affascina senza chiederti se vuoi essere affascinato perché, nel momento in cui te lo chiedi, hai già varcato il punto di non ritorno.
Siamo in Turchia, a Istanbul. Un diplomatico francese conosce una ragazza, una entraîneuse, Nouchi. Chi prende chi, dei due?
E qual è il segreto che nasconde la ragazza, che la rende ricercata e irresistibile a chiunque? Di che cosa si nutre il potere di Nouchi? Il suo passato balza prepotente  e la manovra. E la passione del francese, di Jonsac, quale fondo riesce a toccare?

"Sei infelice, vero? E pensi che sono cattiva, che lo faccio apposta a farti soffrire. Vuoi sapere un grande segreto?"
(...)
"No" fece lui guardandola stupito.


In mezzo a loro si muove una folla di vite spesso perdute, e Nouchi nuota da vincitrice nelle paure, i desideri nascosti, le ambizioni e la mancanza di ambizioni di personaggi quasi esclusivamente maschili... se non fosse per una lacerante apparizione.
E poi il finale da brivido.

 



Questa recensione è apparsa, con modifiche su Giornale Pop. Vedi qui > [articolo] I CLIENTI DI AVRENOS, DI SIMENON
« Ultima modifica: 17 Novembre 2016, 20:20:20 da Bic »
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Offline barabba

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Re:Georges Simenon
« Risposta #2 il: 11 Giugno 2015, 21:11:18 »
Ma quanto leggi, Bic? E son tutte delle vere chicche poi.

Offline Bic

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Re:Georges Simenon
« Risposta #3 il: 11 Giugno 2015, 22:01:34 »
Ma quanto leggi, Bic? E son tutte delle vere chicche poi.

ahahaa, non vedo televisione, Barabba. E quindi, la sera, mi rimane del tempo per poterlo fare.

Tu l'hai letto, questo suo romanzo breve?
È incredibile come Simenon sia riuscito ad entrare nella testa di una donna - e una donna particolare - come ha fatto.
Nouchi è una figura tragicissima e spiazzante, il cui passato ha risvolti devastanti nel dopo. Eppure nel romanzo lei non ha un attimo di cedimento.
Lui riesce a capire perfettamente i meccanismi che proteggono la psicologia conturbante di Nouchi. Meccanismi che le permettono di restare viva.
Oltre essere genialmente acritico. Lo si vede alla fine.


Domani, se riesco, dico due parole sull'ultimo suo scritto in volume: Lettera a mia madre.
« Ultima modifica: 12 Giugno 2015, 17:36:50 da Bic »
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Offline Gargaros

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Re:Georges Simenon
« Risposta #4 il: 11 Giugno 2015, 22:03:50 »
È incredibile come Simenon sia riuscito ad entrare nella testa di una donna - e una donna particolare - come ha fatto.

Tsk, che ci vuole? Bradipo ci riesce sempre  :sisi:

Offline barabba

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Re:Georges Simenon
« Risposta #5 il: 11 Giugno 2015, 22:31:31 »
No, non lo conoscevo. Ma come per altri tuoi post hai stimolato la mia curiosità.  :chen:

Offline Bic

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Re:Georges Simenon
« Risposta #6 il: 12 Giugno 2015, 17:36:19 »
Lettera a mia madre (1974)


Vicino al letto della madre, morente a novantuno anni, Simenon si chiede i motivi della mancanza di comunicazione che c'è sempre stata tra lei e lui. Per giorni, in una camera d'ospedale - infastidito da una suora onnipresente e fissamente immobile (ma è sempre la stessa?, pensa fra sé Simenon) e una folla anonima di visitatori - si svolge un dialogo silenzioso tra madre e figlio, quasi un duello. O forse un monologo.
Simenon si chiede chi sia sua madre. Soprattutto si chiede chi sia stata.

Frammenti di ricordi, supposizioni, frasi scolpite nella sua memoria di bambino, vecchie storie familiari, sono i pochi elementi di analisi a sua disposizione: non ultimo, il momento cruciale che gli rende evidente la mancanza del tempo che gli resta per poter rispondere/rispondersi.
L'imperativo sembra essere il rifiuto materno; di un malinteso rifiuto materno? Sofferto.
Ma Simenon è un generoso, come sua madre, che è orgogliosamente, eroicamente generosa. E trova per lei tutti i moventi, tutte le giustificazioni, le radici della sua selvatichezza. La passione segreta. Il passato doloroso, umiliato. La famiglia. Il fratello a lui preferito. Il suo piccolo mondo di "stretto necessario", difeso ad ogni costo.

Scritto in una forma limpida, quasi a balzi, a volte la narrazione torna a ripetersi, meditata, leggermente diversa in particolari di situazioni già descritte; forse perché la memoria dell'infanzia è labile e si fonda più sull'impressione intuitiva che sulla logica dei fatti.
I fatti vengono dopo, quando si è grandi. Quando si ricostruisce e si mettono insieme pezzi di un puzzle incompreso. Si vede che Simenon soffre a scriverne, ma che soffre di più a non scriverne, così l'impressione è quasi di discontinuità; perché il senso di morte incombente è discontinuità, quando tante domande sono irrisolte.
Troverà la risposta che sembrava non ci potesse essere. Si sente che con questa Lettera, il figlio George si toglie un gran peso dal cuore.

In Italia arrivò solo nel 1985, per i tipi di Adelphi, su traduzione di Giovanni Mariotti.

 


« Ultima modifica: 12 Giugno 2015, 17:37:44 da Bic »
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Offline barabba

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Re:Georges Simenon
« Risposta #7 il: 28 Giugno 2015, 18:26:12 »
Ho preso il primo alla Feltrinelli. Poi ti faccio sapere.

Offline barabba

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Re:Georges Simenon
« Risposta #8 il: 08 Settembre 2015, 20:46:56 »
Alla fine l'ho letto, I clienti di Avrenos.
A dir il vero non mi sono innamorato dei due protagonisti, la fascinosa Nouchi e il povero de Jonsac.
Sensuale ma frigida, con un passato pesante, la ragazza utilizza il proprio corpo per sedurre, uomini come donne, allo scopo di vivere senza fatica.
E in questo gioco di seduzione spinge il mite e inadeguato de Jonsac, innamorato maldestramente di lei, a cercare di cambiare ceto sociale sposando una giovane ricca e viziata, emotivamente instabile.

L'impressione è che Simenon abbia scritto quest'ottimo romanzo, che si legge davvero molto velocemente, con uno sguardo a Bel Ami di Maupassant.
Ma di Bel Ami non riesce mai a raggiungere la consistenza e lo spessore tragico, per non parlare della grandezza e della luce di cui splendono i protagonisti di Maupassant.
Rimane la gradevole storia di due furbi, anzi una soltanto, opportunisti che cercano di vivere senza sforzi sullo sfondo della magnifica e opulenta città del Corno d'Oro.

Offline Bic

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Re:Georges Simenon
« Risposta #9 il: 10 Gennaio 2017, 17:44:38 »
Il direttore di Adelphi: «Vi racconto il sistema di Georges Simenon»
157 titoli in catalogo. Quasi sette milioni di copie vendute tra Maigret e non. Storia di un incredibile fenomeno editoriale. Targato Adelphi

di Enrico Arosio





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