Autore Topic: [Scuola - esami] Copiare ieri, oggi, domani, sempre  (Letto 75 volte)

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Offline tontonlino

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[Scuola - esami] Copiare ieri, oggi, domani, sempre
« il: 30 Settembre 2017, 12:41:46 »

Che io sappia a scuola si è sempre copiato. Probabilmente già dalla più lontana antichità gli insegnanti adottavano delle severe misure di prevenzione, ed essere sorpresi a copiare poteva comportare una punizione esemplare.

La scuola nell'antica Grecia

In tempi più recenti, la sorveglianza si è un po’ affievolita e l’alunno che intende attingere ai compiti altrui può inscenare la commedia del perfetto copiatore: lo sguardo, con una lenta rotazione del capo, parte alla ricerca di un orizzonte improbabile in un’aula scolastica e si sofferma innocentemente sul compito del compagno di banco che, complice, finge di guardare da tutt'altra parte.



C’è anche chi non si pone tanti problemi e va subito al sodo.




Ovviamente, gli occhi si possono posare sul compito dell’alunno che occupa il banco davanti, magari con la scusa di chiedergli una gomma o una matita, mentre l’occhiata furtiva al compito di chi sta dietro richiede dei complicati esercizi di contorsione che possono destare i sospetti dell’insegnante.


Oltre all’incresciosa abitudine di chinare il capo in direzione dei compagni di scuola che stanno intorno c'è il tradizionale bigliettino che si srotola al momento opportuno, passa di mano in mano o viene lanciato da un capo all’altro della classe.

Tuttavia, copiare non è mai stato facile. Chi si azzardava a farlo sapeva quel che rischiava. Prima di tutto la punizione: “Tenda bene la mano! Unisca le dita!” e fioccavano le bacchettate. Poi la vergogna. Si veniva sempre a sapere. Prima i genitori, e in seguito il vicinato. O viceversa.




Anche se da questo punto di vista con l’andare del tempo le cose sono decisamente cambiate. A partire dagli anni sessanta gli insegnanti hanno progressivamente rinunciato alle punizioni corporali, mentre le tecniche di copiatura si sono sempre più affinate rendendo iniqua l’eterna sfida tra docenti e alunni: si trascrivono intere lezioni nei polsi, nelle gambe, nelle unghie, ovunque e, non contenti, si usa la più recente tecnologia ai fini più perfidi.




Orologio bigliettini

In queste condizioni, la scuola non può che vietare l’uso dell’orologio, del tablet e dello smartphone, il quale, potendosi collegare a Internet, trova la risposte a qualsiasi domanda venga posta.
In una vignetta umoristica spagnola un ragazzino domanda: “Papà, io ho il laptop, l'Ipad, il tablet, l'Mp3, lo smartphone... ma voi, a scuola, cosa usavate?”. E il padre: “La cabeza!” (la testa).



Questo a scuola durante i compiti in classe, ma cosa succede in sede d’esame? Ebbene, anche qui piace copiare. Non sempre, nonostante i mezzi imponenti messi in campo per arginare un fenomeno che assume delle proporzioni a dire poco gigantesche, si riesce ad impedire la copiatura. Come mostra l’immagine sotto dove vediamo, in una scuola del Bihar (India), gli spericolati parenti dei candidati agli esami di Stato 2015, pronti a lanciare i bigliettini con le soluzioni delle varie prove.


La prima misura di sicurezza consiste ovviamente nel blindare le prove ministeriali per evitare le fughe di notizie a monte. Il giorno fatidico, la sede degli esami (scuola o università) viene praticamente isolata. Si controllano a uno a uno i documenti d'identità e, in qualche caso, le impronte digitali dei candidati, ma non sempre queste precauzioni sono sufficienti. Nel 2014, nelle contee di Qixian e Tongxu (Cina), alcuni professionisti pagati per sostituirsi ai candidati sono riusciti a entrare nelle aule utilizzando delle pellicole di plastica con le impronte degli esaminandi.

Altre misure consistono nel vietare agli estranei di intromettersi. Per gli esami di Stato sono generalmente ammessi in sede d'esame i soli candidati, il personale di segreteria, i bidelli e le commissioni. È vietata l'introduzione di qualsiasi congegno elettronico o materiale personale come libri e quaderni. Si azionano le telecamere a circuito chiuso della scuola, si disattiva il wifi, si disturbano i segnali della rete. In qualche caso si è deciso lo spegnimento di Internet su tutto il Paese, come successe in Iraq nel 2016 durante gli esami di fine anno.

In alcuni paesi asiatici, ma anche in Italia, dove il problema della copiatura è una vera e propria emergenza nazionale, essendo i congegni wireless sempre più piccoli, si fa uso del metal detector per intercettare cinture sospette, auricolari, catenine, orologi e addirittura i reggiseni con gancetti metallici.


Controlli all'ingresso delle aule in Cina

Nel 2016, in India, i candidati al reclutamento nell'esercito dello Stato orientale di Bihar sono stati costretti a rimanere in mutande per tutta la durata dell’esame. L’anno precedente, sempre in India, durante un esame per entrare nella polizia, si era verificata una copiatura di massa che portò all'arresto di mille persone.


Diffusissimo in Thailandia e in Cina l’uso dei paraocchi per restringere la visuale degli esaminandi.

Esami col paraocchi in Thailandia (Facoltà di Agraria dell'Università di Kasetsart)

Esame con le cartellette in Cina

Esame all'Accademia di polizia in Cina con le scatole

Esami di Stato col giornale (Cina)


In Cina, in occasione del Gaokao (esame di Stato) si è addirittura fatto uso di modernissimi droni per sorvegliare centinaia di candidati sistemati all'esterno della scuola.

Esami di Stato in Cina

In un’epoca in cui il voto e il diploma sembrano essere i valori supremi, soprattutto in certi Paesi asiatici, assistiamo all'eterna battaglia tra insegnanti e alunni in un’escalation di mezzi sempre più sofisticati. Nel frattempo cresce anche l'ignoranza.

Parafrasando Einstein, speriamo che quando i copiatori avranno vinto la loro piccola guerra non debbano combattere la seguente con la clava.
« Ultima modifica: 30 Settembre 2017, 14:08:33 da tontonlino »
"Da quando abbiamo la televisione in casa, prendiamo i nostri pasti tutti dallo stesso lato del tavolo, come nell'ultima cena di Leonardo da Vinci"

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