Autore Topic: [Scuola] Il nuovo sport di picchiare gli insegnanti  (Letto 62 volte)

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Offline tontonlino

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[Scuola] Il nuovo sport di picchiare gli insegnanti
« il: 15 Ottobre 2017, 13:33:35 »

Il padre dell’allieva stringeva forte il collo di Perra, uno degli insegnanti della scuola. Il viso del prof era diventato rosso come un peperone, mentre quello del genitore era giallo di rabbia.
Intorno a loro, incuranti dei compiti in classe che ricoprivano il pavimento dell’ingresso dell’istituto commerciale, una folla di studenti in festa incitava con i cori la belva dalle nari fumanti a finire l’uomo: finalmente quello stronzo di geografia le stava prendendo!
Per un attimo sembrò che il genitore sorridesse e si mettesse in posa come per una fotografia. Mostraci, O Achille, i pettorali e la tartaruga del tuo ventre possente!
Ma fu un attimo soltanto. L’espressione del colosso fu di nuovo minacciosa come il tono della sua domanda: “Cos’hai chiesto ieri a mia figlia?”.
I testimoni della scena, che non volevano perdersi niente della conversazione appena iniziata, fecero un improvviso silenzio.
“Chi è sua figlia?”.
“Vittoria Vacca, ecco chi è. Allora?”.
“Non ho chiesto niente a sua figlia!”, riuscì a protestare il prof.
“Ti do una sberla se non mi dici la domanda che hai fatto ieri!”.
“La scongiuro, signor Vacca, si calmi. I voti di sua figlia Vittoria non sono proprio catastrofici nella mia disciplina… Anche se non sono ancora sufficienti, ci sta mettendo la buona volontà per…”.
“Non mi calmo, no. Conto fino a tre. Se al tre non mi hai detto quale domanda hai fatto a mia figlia per darle un cinque ti mollo un ceffone!”.
Poi chiese a una ragazza in prima fila di contare al suo posto. Contrariamente agli altri, questa non sembrava affatto felice di assistere all’umiliazione del suo professore preferito. Era il primo insegnante di geografia che le avesse fatto capire la differenza tra la tundra e la steppa. Allora, la tundra è la vegetazione tipica del… mannaggia, aveva ancora dimenticato!
“Giuri che non gli farà del male!”, supplicò la ragazza.
“Non gli faccio niente, conta!”, ordinò Braccio di Ferro. La ragazza cominciò: “Uno!”.
Pausa.
“Uno e mezzo!”.
Lunghissima pausa.
“Due!”.
Tempio Pausania.
“Allora, me lo vuoi dire o no che domanda hai fatto a mia figlia?”.
“Due e un quarto!”.
Pausania di Cesarea.
“Mi rispondi?”.
“Due e mezzo!”.
Pau…
“Ti do un cazzotto che ti faccio saltare tutti i denti!”.
“Due e tre quarti!”.
“Forse le ho chiesto cosa mangiano nei paesi poveri come la Cecenia…”.
“In Cecenia mangiano i ceci. Lo sanno anche gli asini”, affermò il genitore. “E mia figlia cosa ha risposto?”.
“I ceci, appunto!”.
“L’avrei giurato! Ma cosa c’entrano i ceci con la matematica? Non sei tu l’insegnante di matematica?”.
“No…”.
Mentre usciva fischiettando dall’unico bagno della scuola dove c’era la carta igienica, il professore di matematica, conosciutissimo per i suoi leggendari “igghesi” e “ipissilon”, sentì un braccio poderoso avvolgergli il collo…




"Da quando abbiamo la televisione in casa, prendiamo i nostri pasti tutti dallo stesso lato del tavolo, come nell'ultima cena di Leonardo da Vinci"

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Offline barabba

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Re:[Scuola] Il nuovo sport di picchiare gli insegnanti
« Risposta #1 il: 19 Ottobre 2017, 10:17:29 »
Questa la denuncia: professori picchiati dai genitori degli allievi, se non degli allievi stessi.
Ma secondo te, Lino, qual è la possibile causa, o le possibili cause?

Offline tontonlino

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Re:[Scuola] Il nuovo sport di picchiare gli insegnanti
« Risposta #2 il: 19 Ottobre 2017, 19:22:28 »
Il paradosso di questa strana situazione è che, essendo un insegnante di frontiera, non ho il giusto distacco per fare delle considerazioni oggettive. In sala professori, o  nei corridoi, siamo tutti pronti all'analisi approfondita e andiamo avanti a colpi di "i ragazzi non sono più come un tempo... sono all'immagine di una società violenta, etc.

Però, pensando ai miei tempi, quelli delle bacchettate sulle dita, mi chiedo se le cose stiano proprio così. Negli anni 60 e 70, e prima ancora, ho conosciuto un mondo impigliato nel razzismo, nella cattiveria, in una violenza indicibile. Si sapeva che la vita era difficile ed eravamo pronti ad affrontarla.

Oggi, invece, si è di parecchio più aperti al prossimo: accettiamo lo straniero, si è meno cattivi nei confronti delle persone più deboli (disabili, ammalati), si usano meno le mani per risolvere i problemi. La vita è più facile.

I ragazzi vivono in una specie di paradiso terrestre senza aver conosciuto mai il minimo ostacolo (vedi le recenti manifestazioni contro l'alternanza scuola lavoro). Ci pensano i genitori a rimuoverli. La scuola poi fa in modo che non siano più responsabili di niente: si sbucciano il ginocchio cadendo per le scale? E' colpa dell'insegnante. Non sanno nulla? E' ancora colpa dell'insegnante. Garantiamo loro la promozione e i diplomi.

Da una parte abbiamo chi non ha mai superato nessun ostacolo nella propria vita e non ha quindi paura di niente. Dall'altra, la figura patetica, e disprezzabile, di chi vorrebbe insegnare loro dei valori, che la vita fuori dalla scuola non è così facile come sembra, ma hanno le mani legate. Gli insegnanti possono solo parlare e dire delle verità che non si vogliono sentire. Capri espiratori di una società di rammolliti e di illusi.

Credo insomma, che la molla principale sia il disprezzo. E aggiungerei la vigliaccheria.
« Ultima modifica: 20 Ottobre 2017, 07:52:16 da tontonlino »
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