Autore Topic: [Luoghi - viaggi] Facciamo le vacanze in un'isola horror  (Letto 177 volte)

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Offline tontonlino

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Lasciatemi indovinare: quest’estate avete deciso di non venire in Sardegna e avete optato per un'isola più esotica, una "isola dei dolci segreti e delle feste del cuore”. Tranquilli, non me lo legherò al dito.

Potrebbe succedere, però, che cercando l’isola dei sogni si approdi in quella degli incubi e ci appaia qualcosa di lugubre, come “una forca a tre bracci, nera contro il cielo come un cipresso” (Baudelaire, Un viaggio a Citera).



Non è comunque necessario scomodare la letteratura per imbatterci in isole terrificanti. Una delle più famose e raccapriccianti è senz’altro l’Isola delle bambole (Isla de las Muñecas), nel canale di Xochimico vicino a Città del Messico.

Ad accoglierci non sarà la musica allegra di mariachi sotto il sombrero, ma l’agghiacciante spettacolo di bambole impiccate agli alberi, inchiodate a una palizzata di legno o infilzate in una staccionata di canne. La leggenda racconta che una bambina annegò impigliata fra i gigli del canale e che il suo corpo fu trovato sulle rive dei giardini galleggianti di Don Julián Santana, il proprietario dell'isola. Terrorizzato, Don Julian cominciò a raccogliere  bambole dalla spazzatura o dal canale convinto che avrebbero tenuto lontano lo spirito della defunta bambina.



Immaginiamo che la vostra fobia più grande sia la paura dei serpenti e che la vostra nave attracchi nel porto dell’Ilha de Queimada Grande, a 35 chilometri da Peruibe, nello Stato di San Paulo, in Brasile. In tal caso vi sconsiglio di mettere piede sull’isola, perché il suo abitante principale (cinque per metro quadro) è il ferro di lancia dorato, una specie rara e velenosissima di crotali.


Se, invece, preferite gli insetti ai serpenti, salpate immediatamente per la Ball’s Pyramid, un'isola che fa parte dello stato australiano del Nuovo Galles, situata nel Mar di Tazman. Ne è letteralmente invasa, e non si tratta di piccoli insetti: li chiamano walking sausage (salsicce che camminano). Non so se mi spiego!


Nel caso abbiate una marcata preferenza per i ragni, allora vi consiglio le foreste di Yigo, nell’isola di Guam, nel Pacifico occidentale. Oltre ai vostri amici ragni, a infestare la zona ci sono gli immancabili serpenti marroni.


Dopo essere sfuggiti di misura alle bambole assassine, ai serpenti, ai ragni e alle salsicce che camminano, volete tentare di attraccare nell’isola giapponese di Miyake-jima, situata tra l'isola di Honshu e Taiwan. Sappiate, allora, che appartiene a una catena di vulcani e che il suolo esala costantemente dei gas nocivi. I suoi abitanti, di conseguenza, indossano giorno e notte una maschera a gas.


Se avete una preferenza per Okunoshima, sappiate che quest’isola giapponese, situata nel mare interno di Seto, a due chilometri dalla costa delle Prefettura di Hiroshima, è tristemente celebre per avere segretamente ospitato, dal 1929 al 1945, una fabbrica di gas velenosi a fini bellici. Chi vi lavorava, e spesso vi moriva avvelenato, era tenuto a mantenere il segreto. Vi furono portati migliaia di conigli per testare gli effetti dei veleni su di loro. Di questi rimane oggi un’allegra colonia di 300 conigli che le scolaresche in visita guidata accarezzano con affetto.


A meno che preferiate gettare l'ancora nell'isola di Clipperton (Isola della Passione), in pieno Pacifico, a più di 1000 chilometri dalla costa messicana. Di proprietà della Francia, fu contesa dal Messico che, interessato alle sue miniere di fosfato, l'occupò nel 1897. Furono depositati sull'isola centinaia di uomini, donne e bambini, i quali dovevano il loro sostentamento esclusivamente ai rifornimenti, essendo l'isola di Clipperton arida e del tutto sprovvista di acqua dolce. Successe che, a causa delle rivolte interne, la guerra civile messicana, il governo si dimenticò di loro. Molti uomini morirono di malnutrizione, di scorbuto o nel tentativo di lasciare l'isola. L'ultimo degli uomini, un certo Victoriano Alvarez, non del tutto in possesso della ragione, si proclamò re dell'isola e ridusse in schiavitù donne e bambini. Finché un bel giorno fu ripagato con la sua stessa moneta: le tre donne superstiti (foto sotto) lo immobilizzarono e gli spaccarono la testa con una roccia.


Va beh, ho capito: siete in cerca di isole piene zeppe di coccodrilli, di quelli che adorano cibarsi di carne umana. Ho quella che fa per voi. Intorno all’isola di Ramree, nel Myanmar (più nota come Birmania), ne troverete tanti insieme agli scorpioni e a milioni di zanzare.


Vi vedo frementi di conoscere altre isole paradisiache. Se avete una buona conoscenza della lingua inglese, visitate questo sito: http://www.atlasobscura.com

Se poi, tutto sommato, decidete che la Sardegna non è poi così male, noi siamo qui, pronti ad accogliervi con  un vassoio colmo di piricchittus.


« Ultima modifica: 24 Luglio 2017, 16:14:03 da tontonlino »
"Da quando abbiamo la televisione in casa, prendiamo i nostri pasti tutti dallo stesso lato del tavolo, come nell'ultima cena di Leonardo da Vinci"

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