Autore Topic: [Luoghi - viaggi] La caminata nocturna, l'ultima frontiera del turismo  (Letto 92 volte)

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Offline tontonlino

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Il Parque EcoAlberto sorge in Messico, nel cuore dello stato d’Hidalgo, nei pressi di Ixmilquipan, città abitata dai hñähñu, del gruppo indigeno Otomí. In origine, i hñähñu erano circa 2200 a Ixmilquipan. Oggi sono rimasti in 700: gli altri 1500 hanno varcato illegalmente il confine “sin papeles” (senza documenti) e vivono negli Stati Uniti o in Canada.


Il flusso migratorio non si limita alle popolazioni locali, interessa migranti del Centro e del Sud America. Da tempo terra di transito verso il "Sueño (sogno) americano", il Messico, e in particolar modo lo Stato d'Hidalgo, ha conosciuto un boom migratorio a partire dagli anni novanta.



Lanciata il 31 luglio 2004, la Caminata Nocturna fa rivivere ai partecipanti le emozioni che gli antenati della comunità hñähñu provavano quando, spinti dalla disperazione o semplicemente dal desiderio di migliorare la loro vita, tentavano di varcare la frontiera con gli Stati Uniti.

I partecipanti alla scampagnata vengono accolti da un uomo il cui viso è nascosto da un passamontagna. È la guida. Non dice come si chiama, ma afferma di aver attraversato la frontiera diverse volte. Fatto l’appello, la guida impartisce bruscamente un ordine: “¡Vámonos! ¡Córranle!”. Al passo di corsa il gruppo arriva nella chiesetta della comunità, lontano dalla piscina e la reception. E lì fa la conoscenza delle altre guide: i coyotes. Questa volta hanno viso scoperto e dei nomi: El Tigre, El Niño Maldito, El Niño Perdido, Pancho. Di questi ci si deve fidare, non di altre persone. La notte è calata.


Il gruppo (non meno di 25 persone), informato su quanto dovrà affrontare, prende parte a una conversazione motivazionale e ogni partecipante riafferma la fiducia nelle proprie capacità di rimuovere gli ostacoli che troverà sulla strada. Le regole sono chiare: proibito portare lanterne, e ubbidire sempre ai coyotes. Se la migra (polizia statunitense) o i cholos (i banditi) dovessero sorprendere il gruppo, questo dovrà rispondere che viaggiano da soli e mai riveleranno il nome della guida. E correre, mai smettere di correre.

Si parte, si supera un ponte tibetano, si oltrepassa il filo spinato, si perde di vista chi fino a poco prima si aveva accanto.


Un fiume. La guida spiega che per i hñähñu è un luogo sacro. Prima di attraversarlo ci si deve sbarazzare degli influssi negativi senza perdere quelli positivi. “Raccogliete due sassi! Uno lanciatelo nel fiume, l’altro lo dovete tenere sempre con voi!”.

Poi gli spari. Sopraggiungono degli uomini armati. Urlano. In inglese e in spagnolo. “Che ci fate qui? Chi è la vostra guida?” Alcuni si inginocchiano, mettono le mani dietro la nuca. Gli altri si dileguano nella notte. Il gruppo è ora meno numeroso.


Si cammina, si corre, ci si arrampica. Per ore. Poi si arriva a una casa abbandonata. “Siamo alla frontiera, ma prima dobbiamo vedere se si può passare. Cinque volontari con me!”. I volontari scompaiono nel buio. Poi le grida nella notte: “Fermatevi! Mettete le mani dietro la testa!”. Luci azzurre. Police Patrol. È la migra.

I volontari sono stati arrestati. Nonostante tutto, si deve tentare di passare. Un pulmino. Tutti dentro. L’autista porge a ognuno un bendaggio e chiede di indossarlo affinché nessuno sappia dove viene condotto. Alla fine di un lungo viaggio, un uomo in passamontagna ordina di togliere i bendaggi. Ecco, si va da questa parte… Finalmente, un sasso in tasca, negli Stati Uniti! Per finta, ovviamente, e per 250 $!

Tra finte pallottole, finti nascondigli, lunghe attese, dopo essere sfuggiti ai finti poliziotti o ai narcotrafficanti, dopo aver camminato a lungo nel fango, nelle pozzanghere, sulla roccia dura, sui sassi, i figuranti del parco cominciano a sfogarsi: "Io l'ho fatto davvero! Questo a confronto è niente! Sono rimasto sei giorni senza mangiare e una volta varcata la frontiera sono stato tradito da una fruttivendola...".

La Caminata Nocturna, confida il sito, nasce con l’intento di far prendere coscienza di quanto sia pericoloso rischiare la pelle alla ricerca “una vida mejor en otro país”.
« Ultima modifica: 05 Agosto 2017, 21:46:16 da tontonlino »
"Da quando abbiamo la televisione in casa, prendiamo i nostri pasti tutti dallo stesso lato del tavolo, come nell'ultima cena di Leonardo da Vinci"

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