Autore Topic: Riflessioni, e vaneggiamenti, estivi intorno ai vaccini.  (Letto 104 volte)

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Online barabba

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Lo confesso, non so assolutamente nulla di vaccini; e poco o nulla della discussione in corso. Più per aver letto, qui sul forum, le posizioni di Bic che per altro.
Non ho figli e nessun interesse diretto alla faccenda.
Come tutti ho avuto morbillo, varicella, orecchioni e via discorrendo, e non sono morto.
Come tutti sono venuto a conoscenza, attraverso la TV, del decreto vaccini, con cui si sono rese obbligatorie alcune vaccinazioni.
Come tutti so dei malumori di alcuni, o di molti.
Pertanto non entrerò nel merito, non scriverò: fate bene a vaccinare o, fate bene a non farlo. Sono state fissate delle sanzioni, esistevano anche prima, ognuno si assumerà la responsabilità delle proprie azioni.

Vorrei invece spendere qualche parola sulla formazione del consenso e sulla manipolazione del dissenso.
Cos'è il consenso? L'accordo tra due o più persone intorno a una determinata materia.
Di conseguenza si parla di consenso di massa quando una quantità di persone pensano e agiscono nella stessa maniera.
Il consenso si può ottenere anche attraverso tecniche manipolative ben precise e, naturalmente, esistono mezzi di comunicazione diffusi con cui poter raggiungere il numero massimo di persone.
Il consenso di massa, è ovvio, si forma attraverso l'uso dei mezzi di comunicazione di massa: TV, radio, giornali, la rete, ma anche la narrativa d'evasione e i fumetti.
La proprietà di questi mezzi è oggi in capo a pochi gruppi, o individui, che fanno parte del ceto dominante di ogni paese.
Quanto alle tecniche per ottenere il consenso (c'è da perdersi), tra le più semplici l'uso di certe espressioni invece di altre (nel caso dei vaccini mi viene in mente l'uso ridondante del termine epidemia. Neanche sbagliato peraltro, ricordo ai miei tempi quando il morbillo arrivava in classe si trattava di una vera epidemia. O anche il ricorrere all'apparato simbolico: il bambino morto per il morbillo. Che poi, andando a indagare, il bambino in questione era sì morto per morbillo ma non era stato vaccinato perché affetto da altre più gravi patologie e probabilmente sarebbe morto comunque.)
A ogni modo, per tornare al consenso di massa esso a monte presuppone un pensiero dominante, il quale è sempre unidimensionale e uniforme.
Lo scopo del consenso di massa è quello di sostenere il pensiero dominante. Si tratta quindi di un mezzo.
La prima vittima del pensiero dominante unidimensionale è la dialettica: morta la quale diviene impossibile discutere dei capisaldi del pensiero uniforme in quanto manca un termine di paragone opposto a cui far riferimento, non importa che si tratti di storia come di scienza, politica come economia, perché il pensiero conforme è dogmatico e uniforme e non ammette la differenziazione.
Soggetti attivi e passivi, al tempo stesso, del pensiero uniforme sono gli intellettuali. Soggetti passivi perché, dopo un'attenta analisi, sosterranno (la maggior parte in perfetta buona fede) che viviamo nel migliore dei mondi possibili. Attivi perché, perfettamente integrati nella società moderna, duplicheranno perennemente l'esistente operando di continuo la mediazione simbolica tra i dominati e i dominanti.
Nessuna dialettica, nessuna riflessione, nessun confronto, uguale nessuna differenza.
Per ogni Emile Zola, con il suo j'accuse, per ogni Pasolini, con il suo io so, migliaia, milioni, diranno insieme una cosa di segno opposto e contrario, ma sempre uguale, indifferenziata.
Il numero vince, soprattutto in democrazia, e la voce di molti, le esigenze dei tanti, le istanze della maggioranza, valgono sempre più di quelle di pochi (Vi ricorda qualcosa? Se sì siete stati vittima di una tecnica di formazione del consenso).

Il pensiero conforme elimina, per prima cosa, ogni differenza, ogni aspirazione alla differenza.
Il credo indifferenziato adora il mercato unico, la moneta unica, la cultura di massa, l'inglese come lingua veicolare universale, il sistema politico occidentale, ossia la democrazia formale e l'eguaglianza dell'irrilevanza. Il tutto riassunto in un'unica magica parola: globalizzazione.

Quanto al dissenso. Esiste, certo. E come lo si riconosce? Beh, in molti dicono di no e si affannano a opporsi a questo o a quello.
È il caso del movimento No-Vax. Il quale, se non sbaglio, si oppone a un'estesa vaccinazione di massa perché la crede dannosa per gli individui. Ma perché qualcuno dovrebbe danneggiare gli individui? Per interesse, credo che affermino i No-vax, perché i governi sono schiavi delle case farmaceutiche. Insomma, potrebbe ben definirsi un complotto delle case farmaceutiche contro i poveri cittadini ignari.
Allora, volevo spendere due parole intorno alla manipolazione organizzata del dissenso, il quale, ça va sans dire, è uno strumento di rafforzamento del consenso.
Come funziona? Tramite gli stessi mezzi di comunicazione di massa con cui si forma il consenso viene data voce a un particolare tipo di lamentela, si dà spazio a un conflitto particolare, ben inquadrato. Il problema, il conflitto, la resistenza dell'opinione pubblica sul tema, è reale, risponde spesso a reali e innate preoccupazioni, ma a esso viene dato ampio spazio proprio là ove si forma il consenso. Una contraddizione? No, la risonanza tramite i canali di informazione mira alla manipolazione del dissenso al fine di ottenere il consenso.
Non me ne voglia, Bic; ma annovero la battaglia No-vax come un caso di manipolazione organizzata del dissenso.
Nel caso dei vaccini a un certo punto l'"epidemia" è diventata preoccupante (non era mai successo), sono arrivati i primi morti, e il governo è stato "costretto" a misure eccezionali.
Et voilà, ecco il decreto vaccini, proprio la misura che il movimento No-vax non voleva.
Approvato il decreto fine dell'epidemia.
Un sistema perfetto.
Come mi accorgo che mi trovo di fronte a un caso di manipolazione del dissenso?
Semplice, dalla circostanza che il dissenso si occupa di un caso particolare, e ben preciso, e non mette mai in discussione il sistema in sé, il potere in sé, l'apparato tecnico-scientifico-amministrativo-economico in sé. Bensì un singolo aspetto, piccolo e tutto sommato irrilevante, del sistema.

Per ricapitolare, e concludere, il consenso elimina la dialettica, quindi la capacità di differenziare e di scegliere, il dissenso organizzato adopera le dissonanze a proprio vantaggio.


Offline Bic

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Re:Riflessioni, e vaneggiamenti, estivi intorno ai vaccini.
« Risposta #1 il: 03 Agosto 2017, 21:29:32 »
Capisco quello che intendi.
Con la mia risposta qui ti rispondo anche al tuo post in altro topic, perché si tratta dello stesso argomento > http://forum.nuovasolaria.net/index.php/topic,3153.msg49486.html#msg49486

Il problema dell’uomo occidentale è che conosce un solo linguaggio, il suo. E non gli interessa conoscerne altri e rilevarne l’importanza e il contributo che possono dare, e che potrebbero essere un grande completamento alle sue conoscenze. Quel completamento per poter avere una visione globale ed equanime delle cose che gli manca.
Si è arroccato e pretende di conversare sulle basi delle sue conoscenze.
Sono quasi sicura (a volte ci sono le eccezioni) che, in un ipotetico incontro con una razza aliena, l’uomo occidentale pretenderebbe che l’uomo alieno conversasse in inglese perché la struttura mentale dell’uomo occidentale – ora spazio in un neologismo - è occidentocentrica.
Ma la vita aliena c’è già, ed è su questo pianeta. Ancora non scoperta, anzi, calpestata ogni volta che la si è trovata. E la si continua a calpestare.
Un esempio tra le migliaia che si potrebbero fare. C’è voluto Marcel Griaule, per esempio, per scoprire che ciò che l’uomo occidentale a volte chiama selvaggio ha alla base, invece, una sofisticatissima cosmologia e un diverso modo di trasmissione.   
Non mi addentro su tutte le culture distrutte dall’uomo occidentale.
Ora l’uomo occidentale si trova in crisi. Si trova in crisi perché ha rifiutato di vedere e imparare altri linguaggi, tutto preso dal suo loop epistemologico. Perché con linguaggio mi riferisco alla chiave epistemologica che mi invitavi ad approfondire. 
In parole povere, per chi non sa cos'è l’epistemologia, tutto si riduce a un proverbio popolare: a chi sa tutto, nessuno dice più niente. Aggiungo che trovo buffo quando l'uomo occidentale parla di epistemologia, perché continua  a farlo dal proprio punto di vista. E allora che epistemologia è? Infatti ancora oggi il dibattito epistemologico è ancora fermo all'implicazione e all'induzione. Per questo parlavo di loop. 
Il mio invito è scoprire questi linguaggi alieni perché scardinano il loop e provocano una sana crisi del proprio piccolo mondo.

Da una vita devo confrontarmi con il linguaggio occidentale che non ho mai abbracciato. D’altronde se qualcuno parla solo spagnolo, mi adeguo. Imparo lo spagnolo. Raramente ho incontrato qualcuno che fosse perlomeno incline a imparare il mio linguaggio, o un altro linguaggio.
E uso gli strumenti che chi mi obbliga a usare il linguaggio occidentale utilizza, ma è come conversare con un cieco che mi chiede di descrivergli il verde, o il rosso, o il viola, fai tu. Però so una cosa, che il cieco sente (non vede) i colori. E quindi cerco di farmi cieca per sentire i colori, non più vederli.

Per concludere, sulla base che il linguaggio occidentale è riuscito a formulare riguardo ai vaccini e alla questione dei vaccini (ma il mio pensiero è un altro, però appartiene a un linguaggio che l’uomo occidentale non conosce e per quel che ho visto finora non ha alcuna intenzione di conoscere), sono arrivata alla conclusione che chi ha deliberato su questa legge ha fatto solo finta di ascoltare chi ha convocato e che, nella mentalità occidentale, ha tutti i crismi per dare le informazioni necessarie per esprimere un voto cosciente.

I motivi per cui ha deliberato senza coscienza pur avendo i mezzi per votare con coscienza sulla base dei dati che ha ascoltato da chi ha convocato sono secondari.
Resta l’incongruenza.
I dati riportati non avvallano per nulla vaccini di massa e in maniera coatta. Anzi, invitano alla massima attenzione.

Tutto il resto è opinione. Ognuno è libera di esprimerla, ma resta opinione secondo i crismi della comunicazione occidentale.
« Ultima modifica: 03 Agosto 2017, 21:31:00 da Bic »
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Re:Riflessioni, e vaneggiamenti, estivi intorno ai vaccini.
« Risposta #2 il: 08 Agosto 2017, 16:54:11 »
Citazione
sono arrivata alla conclusione che chi ha deliberato su questa legge ha fatto solo finta di ascoltare chi ha convocato e che, nella mentalità occidentale, ha tutti i crismi per dare le informazioni necessarie per esprimere un voto cosciente.
Come ho provato a spiegare nel post, lo scopo del dissenso manipolato è quello confermare la tesi opposta. Il meccanismo nella fattispecie può benissimo esser stato questo: esisteva una reale opposizione di una parte della popolazione alla diffusione di certi tipi di vaccinazione; questa resistenza è stata amplificata mediaticamente; contemporaneamente è scoppiata un'epidemia di morbillo che ha provocato varie vittime; il governo è stato costretto ad adottare misure obbligatorie per ovviare all'emergenza.
Quindi, il dissenso viene manipolato per rafforzare il consenso. L'emergenza costringe ad agire sfruttando il consenso che essa genera.
Citazione
In parole povere, per chi non sa cos'è l’epistemologia, tutto si riduce a un proverbio popolare: a chi sa tutto, nessuno dice più niente. Aggiungo che trovo buffo quando l'uomo occidentale parla di epistemologia, perché continua  a farlo dal proprio punto di vista. E allora che epistemologia è? Infatti ancora oggi il dibattito epistemologico è ancora fermo all'implicazione e all'induzione. Per questo parlavo di loop. 
L'epistemologia non è altro che filosofia della scienza; ma non è sbagliato affermare che l'intero percorso della filosofia occidentale sia un percorso epistemologico.
La civiltà occidentale, come tu la chiami, è oggi essenzialmente una civiltà della tecnica, e la civiltà della tecnica si estende a oggi tutti gli esseri umani. Non esistono più società diverse da quelle della tecnica.
Ma, se tutti vivono in una società diretta e amministrata dalla tecnica, l'unica riflessione seria, organizzata e costante nel tempo, sulla tecnica è nata e si è sviluppata in Occidente; a partire dalla Grecia, con la nascita della tragedia, passando per Platone e Aristotele, Tommaso d'Aquino, Bacone, Cartesio, Spinoza, Hegel, Nietsche, Heidegger, Marcuse, e via discorrendo. Per non dire della nascita della psicologia, che affianca la riflessione filosofica.
I paesi di tradizione musulmana hanno saputo opporsi inventando l'Islam radicale.
I paesi orientali hanno resistito alla marea tramite il buddismo, il tao e altre tecniche meditative.