Autore Topic: [tradizioni - usanze] Viaggio nella tradizione: vestire i santi  (Letto 132 volte)

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Offline tontonlino

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Prima dell’emancipazione femminile, della crisi, del divorzio, del disfacimento del matrimonio, della singletudine e fino ai primi anni settanta, ci si sposava di norma intorno ai venti anni. Il primo figlio non si faceva attendere a lungo e gli altri, di solito tre o quattro, in qualche caso anche di più, seguivano a un anno di distanza.

Coloro che non si facevano una famiglia a quell'età erano spesso oggetto di scherno e delle insinuazioni più salaci o degradanti di conoscenti e familiari, come ci mostra Paul Kauffmann nel suo Charivari de la Sainte-Catherine, dove vediamo la fanfara della gioventù alsaziana rumoreggiare a più non posso sotto la finestra di qualche nubile. Scrisse Kauffmann in Nos Petits Alsaciens chez eux: "Al calar della notte, i ragazzi si muniscono di strumenti rumorosi e discordanti, vecchi innaffiatoi, vecchie casseruole bucate, tamburi e trombette rauche; e vanno sotto i balconi delle zitelle a suonare una serenata che farà forse piangere le loro vittime. Agli accenti chiassosi della loro musica si unirà il rumore di vasi rotti, di piatti frantumati eccetera. Gridando, soffiando, colpendo, ballando, portano a spasso una bambola infilzata a un lungo bastone a cui danno in successione i nomi di tutte quelle che hanno deciso di deridere.""


Charivari de la sainte-Catherine di Paul Kauffmann, 1918

Ci dedicheremo a due espressioni: la spagnola “Quedarse para vestir santos” (rimanere per vestire i santi), e la francese “Coiffer la Sainte-Catherine” (mettere il cappello a santa Caterina), riferite alle donne ancora nubili intorno ai 25 anni, e che si rifanno alla tradizionale vestizione delle statue dei santi nei giorni di festa.

Questa abitudine è largamente diffusa e documentata in Spagna e in Francia. In Italia la vestizione dei santi non è mai messa in rapporto con le donne nubili, anche perché spesso eseguita indifferentemente da uomini o donne coniugate (per esempio le vestizioni di san Severino abate e della Madonna del Soccorso a San Severo, di san Rocco a Montescaglioso, di san Jacopo a Pistoia). In Sardegna sembra sussistere come retaggio della dominazione spagnola: vestizione di sant'Efisio il primo maggio e quella del Componidori, il capo corsa della Sartiglia di Oristano. Nelle foto sotto, la statua di Sant'Efisio, santo patrono di Cagliari, addobbata a festa per la sfilata del 1° maggio, e il Componidori.

Statua di sant'Efisio

Su Componidori vestito dalle massaieddas

Entrambe i modi di dire hanno origine nel medioevo e si usavano per indicare quelle donne che, avendo abbondantemente superato i vent’anni di età, non avevano ancora trovato marito. Le nubili, non dovendosi occupare di una famiglia, disponevano di più tempo delle altre donne da dedicare a questo genere di cose. È chiaro che la fantasia popolare non poté non notare una correlazione tra il non essere sposate e il vestire i santi.

In Spagna la tradizione di vestire i santi è ancora viva, come a San Juan de Plan. In questo paesino dell'alto Aragonese, sono incaricate della vestizione le cosiddette “mayordomas” che vengono scelte ogni anno, durante la festa di San Giovanni, tra le donne nubili dai “mayordomos”, a loro volta giovani non sposati. Le donne spesso rifiutano quest’incarico, della durata di un anno, perché lo ritengono piuttosto gravoso.

A Guaro vengono invece designate delle ragazze dai 14 ai 16 anni e la tradizione risale a non prima del 1854. Il santo Onorato e venerato è San Miguel.


Mayordomas di Guaro

Mayordomas di Guaro


Ad Alba de Yeltes, nella comunità autonoma di Castiglia e León, la Vergine Maria è accudita da quattro mayordomas, due nubili e due sposate.

Mayordomas di Alba de Yeltes

Ad Aldea del Obispo, nella provincia di Salamanca, il 5 febbraio si celebra santa Águeda, martirizzata nel III° secolo, forse la santa maggiormente invocata dalle donne sposate. Secondo la leggenda, alla santa furono tagliati i seni per farle rinnegare la sua fede ed è venerata come protettrice delle madri che allattano.

Mayordomas di Aldea di Obispo che offrono delle ciambelle

Mayordomas della confraternita di santa Agueda con i bastoni della santa

Nelle foto qui sotto le mayordomas di Muniesa, nella comunità autonoma dell’Aragona.

Mayordomas di Muniesa

Mayordomas de Muniesa


In Francia la tradizione di vestire i santi è antica quanto quella spagnola, ma si è recentemente concentrata sulla sola santa Caterina d’Alessandria. Caterina fu martirizzata nel III° secolo in seguito, secondo la leggenda, al suo rifiuto di cedere alla proposta di matrimonio dell’imperatore Massimiliano II. Santa protettrice delle nubili, dei barbieri, dei filosofi e delle sarte si festeggia il 25 novembre, e le donne che all'età di 25 anni non sono sposate usavano, e usano ancora, indossare per l’intera giornata un cappello dai colori giallo e verde (colori simboli della fede e della conoscenza).

Santa Caterina d'Alessandria

A Parigi il cappello era confezionato nei vari atelier di couture ed era spesso stravagante. I grandi stilisti parigini non tardarono ad accaparrarsi della tradizione e nel 1920 si assisté al rilancio in grande stile della festa della santa Caterina.

Cappelli delle catherinette

Le stesse sarte cominciarono a sfilare per le strade con il loro cappello e furono presto imitate da migliaia di donne. Fino agli anni ottanta le grandi case di couture di Parigi (Balmain, Givenchy, Dior, Schiaparelli e altre) organizzavano per la santa Caterina delle feste.

Catherinette sotto la maison Dior

Catherinette affacciate a un balcone di un atelier di couture

Catherinette in un atelier de couture



Le catherinette si riunivano allora nelle vie della capitale, ma anche in quelle delle altre grandi città francesi, e partivano degli enormi cortei di donne non sposate e in cerca di marito. Questi cortei erano diretti ai piedi delle statue della santa Caterina, nelle chiese o nelle vie delle città. Le donne si toglievano allora il cappello e, a turno, lo infilavano nella testa della santa nella speranza che gli influssi positivi di tale gesto presto portassero loro un marito.

Benedizione del prete sotto la statua di santa Caterina a Parigi

Catherinette

Catherinette

Due catherinette per strada

Ronda delle catherinette intorno a un agente di polizia

Catherinette nelle vie di Parigi


Oggi, tutto questo non c’è più e, in alcuni luoghi, santa Caterina è diventata un’occasione per prendere amichevolmente in giro le donne non sposate.

Ma non pensino i maschi di passarla liscia: esistono altri due modi di dire fatti espressamente per loro. Il primo, dedicato agli scapoli, recita “Porter la crosse à saint Nicolas” (reggere il bastone di san Nicola), e il secondo “Vale mas vestir santos que desvestir borrachos” (meglio vestire santi che spogliare ubriaconi).


San Nicola protettore degli scapoli
"Da quando abbiamo la televisione in casa, prendiamo i nostri pasti tutti dallo stesso lato del tavolo, come nell'ultima cena di Leonardo da Vinci"

Marcel Pagnol