Sondaggio

Il Comunismo è superato o no?

Sì, è ormai antistorico.
1 (33.3%)
No, gli ideali comunisti esisteranno sempre.
0 (0%)
Sì ma è cambiato in molte cose.
1 (33.3%)
Non saprei.
0 (0%)
No Comment.
1 (33.3%)

Totale votanti: 3

Le votazioni sono chiuse: 13 Giugno 2017, 20:32:39

Autore Topic: CERTI IDEALI di © Vanessi  (Letto 240 volte)

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questo topic.

Offline VANESSI

  • Stilo
  • **
  • Post: 17
  • Sesso: Maschio
  • Sa sa prova 1 2 prova
CERTI IDEALI di © Vanessi
« il: 29 Maggio 2017, 19:15:45 »
PV

Offline barabba

  • Moderatore
  • Pennino
  • *****
  • Post: 512
  • Sesso: Maschio
  • Non egere felicitate felicitas vestra est
Re:CERTI IDEALI di © Vanessi
« Risposta #1 il: 30 Maggio 2017, 13:18:01 »
Non condivido la maniera in cui è articolato il sondaggio, ma è un problema mio in quanto, in generale, non amo molto le domande secche e non comprendo lo sforzo di semplificare ciò che semplice non è.
Il sostantivo comunismo, inutile nascondersi dietro un dito, ha avuto un passato tale da evocare nei più vecchi ricordi tragici, drammi infiniti di popolazioni intere, e nei più giovani assume il sapore amaro del fallimento senza appello.
 La trasposizione di idee filosofiche ed economiche comuniste nella realtà quotidiana ha prodotto più disastri che successi nel XX secolo laddove la filosofia si è trasformata in pratica.
Il comunismo di tipo sovietico ha prodotto povertà e non ha retto alla competizione con il capitalismo in qualunque parte del mondo. Ma, soprattutto, ha creato stati di polizia e dittature feroci dove si è insediato.
Tanto che democrazia e comunismo sono diventati, e lo sono tuttora, termini antitetici.
Pertanto, i detrattori del comunismo avranno ora e per sempre gioco facile nei loro argomenti contro il comunismo ed è puerile farsi illusioni al riguardo; e inutile provare a far sondaggi, che potranno essere indice di un malumore, ma non di una vera riflessione sul tema.
Professarsi comunisti oggi è, nell'immaginario collettivo, un po' come essere fascisti, o monarchici. Ci saranno sempre, nostalgici, è chiaro, ma saranno ridotti al ruolo delle macchiette accompagnate al loro passaggio tutt'al più da una smorfia di commiserazione o antipatia.

Il capitalismo invece non ha mai provato a identificarsi con un regime, non ha mai confuso politica ed economia (almeno fino al Trattato di Maastricht), perciò i disastri li si è potuti addebitare con facilità al monarca o al governo di turno, piuttosto che al malfunzionamento dell'economia, con tutte le implicazioni sistemiche,  alle storture di una società creata a immagine e somiglianza del liberismo.
Mi domando, in una società in cui vige il primato assoluto della proprietà privata e magari esiste un sistema fiscale regressivo (o anche solo proporzionale) è errato parlare di una minoranza di individui agevolata a scapito della maggioranza?


Il punto di partenza oggi, invece, mi pare che non possa prescindere da una seria riflessione sulla democrazia rappresentativa e sui valori che sintetizza.
Ossia, se oggi noi dobbiamo identificarci con i valori della democrazia o con i principi del liberismo.
Democrazia e liberismo non sono sinonimi.
Se dobbiamo considerarci cittadini oppure consumatori, se ogni individuo è portatore di valori e diritti (come il diritto al lavoro e il diritto a vivere del proprio lavoro) che prescindono dalle esigenze di competizione darwinista imposte dal liberismo.
Ogni democrazia rappresentativa prevede l'eguaglianza formale dei suoi cittadini.
Eguaglianza formale non significa che siamo tutti uguali, ma che, fatte salve determinate condizioni soggettive od oggettive, siamo tutti uguali davanti alla legge.
 E inoltre la democrazia contiene in sé un anelito, una ricerca continua, una tensione collettiva, verso l'eguaglianza economica sostanziale di tutti gli individui.
Con tutte le conseguenze in termini di tassazione progressiva (e non proporzionale come oggi si imbroglia in barba all'art. 53 della costituzione) dei patrimoni e dei redditi e un ampio e universale welfare ad assistere i più deboli.

Oggi, a leggere il Trattato di Maastricht, sembra che l'associazione tra governo e il sistema economico dominato dal libero mercato sia diretta (art.3).
Le conseguenze di una scelta del genere sono una maggioranza che soffre e una minoranza che prospera; e, invero, in termini di malumore qualcosa è maggiormente tangibile rispetto a qualche tempo fa; la gente d'istinto ha individuato un colpevole nell'Unione europea.
Ma si tace sul passato come sul presente.
I milioni di africani che sfidano la morte sui gommoni fuggono da paesi capitalisti e liberisti, non da regimi comunisti. E lo fanno in condizioni peggiori di quelle dei contadini siciliani o veneti dell'Ottocento.
I regimi africani sono corrotti obietteranno alcuni. Ma chi corrompe questi regimi, se non le imprese PRIVATE capitaliste?
La Russia zarista era un'autocrazia, divenne una dittatura dopo la Rivoluzione d'Ottobre, e oggi pare una democrazia solo formale, dove le libertà civili sono ridotte al lumicino.
In Cina un regime comunista gestisce la più grande e competitiva economia capitalista del pianeta.
Forse l'eguaglianza comunismo= dittatura non è perfetta. E, al tempo stesso, è lecito chiedersi se il capitalismo in realtà non funzioni meglio con un regime oligarchico che con una democrazia rappresentativa.
E di conseguenza, se le democrazie rappresentative dovranno in futuro competere con delle autocrazie capitaliste,  dovranno anche le nostre democrazie trasformarsi in questo senso, e divenire sempre meno democratiche e più competitive? Le nostre società dovranno essere meno libere e più produttive?
A tal proposito mi pare questo il mantra dominante oggi: governabilità e stabilità a tutti i costi, insieme ad opposizioni finte e all'indebolimento del dissenso.

Il liberismo ha prodotto e liberato una gran ricchezza in tutto il mondo, è vero, ma insieme ha prodotto ovunque una ineguaglianza crescente, benessere per pochi e ristrettezze per la maggior parte.
Il capitalismo sa produrre ricchezza ma non sa (anzi non vuole) distribuirla.
Chi non vede questo, a mio parere, si pone sullo stesso piano dei comunisti del secolo andato.

Offline Bic

  • Tea C. Blanc
  • Amministratore
  • Tastiera digitale
  • ******
  • Post: 10210
Re:CERTI IDEALI di © Vanessi
« Risposta #2 il: 31 Maggio 2017, 11:01:39 »
Bel post, Barabba  :sisi:
  Contatti:
bic@nuovasolaria.net
facebook: Tea C. Blanc