Autore Topic: La fantascienza (e sottogeneri)  (Letto 2366 volte)

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Offline Gargaros

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La fantascienza (e sottogeneri)
« il: 09 Dicembre 2014, 02:54:58 »

[Scena tratta dal film "Metropolis", di Fritz Lang (1927)]


In paesi anglosassoni la chiamano Science Fiction. Da noi, grazie a Giorgio Monicelli, è nota come Fantascienza. Ma, a dire il vero, sul nome esatto da dare al genere nella nostra lingua ci sono state e continuano a esserci discussioni. Altrettante discussioni si sono succedute, in qualunque paese, sul decidere quando essa sarebbe nata. C'è chi considera Mary Shelley come la prima vera scrittrice della fantascienza moderna; c'è chi addirittura la fa risalire al nostrano Ariosto; qualcuno, ancora più audace, chiama in causa Omero... e qualcun altro, diciamo ancora molto più audace, fa sibillini accenni a Gilgamesh... Quello che è certo è che non esiste un genere come la fantascienza che sia altrettanto generatore di discussioni, confronti, pareri, analisi. Le opere di fantascienza sono a loro volta dei crogioli di idee, idee forti, mirabolanti, avveniristiche, anticonformiste, rivoluzionarie, libertarie e libertine, coraggiose, terrificanti... Sembra che la natura intima del genere sia quella di voler mettere in discussione tutto. Va da sé che a sua volta sia oggetto di discussione... pensiamo sia coerenza.

Parliamo dunque di fantascienza in generale.

Il topic servirà anche da "ufficio informazioni": avete un dubbio su un autore o un romanzo? Volete sapere se è ancora in commercio una data edizione? Volete aggiornamenti su come procede la pubblicazione in Italia di un romanzo o ciclo zimbabwese? Chiedete qua, e, se siete fortunati, qualcuno vi risponderà.



Per la migliore bibliografia presente in Rete in materia fantascientifica, fantastica e orrifica, sia dal punto di vista letterario che saggistico, si veda il seguente link: di ogni autore vengono contrassegnati opere e filone narrativo, oltre alle varie edizioni e traduzioni (Catalogo Vegetti).




Indice degli autori e delle opere citati nel thread (tranne le discussioni di carattere generale):


Aresi, Paolo: Il giorno della sfida

Barnes, John Allen: Un secolo di ordinaria follia

Bordewijk, Ferdinad : vedi in elenco utopia e distopia

Bulgakov, Michail A. : Le uova fatali

Butler, Samuel : vedi in elenco utopia e distopia

de Bona, Glauco: Cuori strappati

Huxley, Aldous: vedi in elenco utopia e distopia

Keyes, Daniel: Fiori per Algernon

Orwell, George: vedi in elenco utopia e distopia

utopia e distopia (Ferdinad Bordewijk - Samuel Butler - Herbert George Wells - George Orwell - Aldous Huxley - Jevgenij Zamjatin)

Viscusi, Andrea :
Spore


Wells, Herbert George: vedi in elenco utopia e distopia

Zamjatin, Jevgenij: vedi in elenco utopia e distopia





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« Ultima modifica: 23 Marzo 2015, 21:45:38 da Bic »

Offline Bic

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Re:La fantascienza (e sottogeneri)
« Risposta #1 il: 09 Dicembre 2014, 21:27:36 »
(letteratura statunitense)
Daniel KEYES: Fiori per Algernon

   

Daniel KEYES: Fiori per Algernon – Nord, 2005 (edizione ebook)
ebook, pgg. 314, bross. - Collana "Cosmo, Biblioteca"; trad. di Bruno Oddera (tit. orig.: Flowers for Algernon).
Edizione recensita.


Fiori per Algernon, inizialmente scritto come racconto e pubblicato nel 1959 (Premio Hugo nel 1960), fu successivamente ampliato dall’A. nel 1966 e diventò un romanzo (Premio Nebula 1966).
Ne è stato tratto il famoso film I due mondi di Charly (Ralph Nelson; 1968). E’ considerato uno dei migliori lavori in letteratura fantascientifica e un classico di lingua inglese del ventesimo secolo.

Splendida e commovente storia di un ritardato mentale, che entra nel progetto sperimentale di due medici ricercatori, i quali stanno studiando la possibilità di un incremento di intelligenza negli individui affetti da ritardi.
Gli esperimenti chirurgici effettuati al momento dell’inizio del libro hanno coinvolto solo animali da laboratorio e Charlie Gordon, il ritardato mentale protagonista, sarà il primo essere umano su cui si effettuerà questo rivoluzionario intervento chirurgico.

La storia, pur essendo entrata negli annali della letteratura fantascientifica, in realtà affronta molteplici tematiche che vanno dalla cultura all’intelligenza, alla comunicazione da parte di chi è poco intelligente e chi lo è troppo, al ruolo e/o la mancanza di rispetto delle scienze moderne nei confronti della dignità umana, alla verità nascosta dietro chi si erge come luminare, a ciò che è conoscenza. Coinvolge anche il ruolo della psicologia e della psichiatria, i suoi limiti e le risorse; il comportamento della società e della famiglia nei confronti di chi è diversamente intelligente, e le reazioni di chi è diverso di fronte ai loro comportamenti. Detto così, non è possibile indovinare l’intensa poesia e la profondità con cui l’A. racconta una vicenda appassionante che si erge un po’ come simbolo di ciò che è l’essere umano e le sue reazioni, sbagliate o giuste, nei confronti dell’apprendimento, di chi lo riceve e di chi lo dispensa. E ancora si è detta una minima parte di quello che Keyes racconta.

Il romanzo è raccontato in prima persona dallo stesso Charlie Gordon, il quale inizia un suo rapporto scritto (rapporto che gli è stato chiesto dai medici dell’esperimento) e che mostra in modo diretto e senza scampo le sue attuali condizioni. Charlie sa scrivere e leggere ma lo fa in modo sgrammaticato e Keyes, con questo escamotage stilistico, fa in modo che le analisi di questo cervello poco intelligente e ingenuo ma, allo stesso tempo profondamente umano, siano riportate fedelmente, durante lì'excurusus del priam e del dopo. Ne esce un quadro di sorprendente nudità: di un nudo tale che, da subito, il lettore sente una morsa alla gola e rimane sconcertato.
Charlie, un essere umano, non una cavia, solleverà un ciclone di domande. E un ciclone di sentimenti.
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Re:La fantascienza (e sottogeneri)
« Risposta #2 il: 09 Dicembre 2014, 21:58:29 »
LE UOVA FATALI, di Michail A. Bulgakov
un modernissimo classico di fantapolitica

vai al link Bulgakov, Michail A. : Le uova fatali
« Ultima modifica: 09 Dicembre 2014, 22:01:43 da Bic »
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Re:La fantascienza (e sottogeneri)
« Risposta #3 il: 10 Dicembre 2014, 00:09:17 »
Segnalo due libri che mi è capitato di leggere tempo fa, entrambi con elementi fortemente ucronici.

Paolo Aresi: Il giorno della sfida (Nord, 1998)



“All’inizio del nuovo millennio la Nasa è in liquidazione, la Russia è a pezzi. Marte resta una meta impossibile, ma il sogno dorme in un immenso hangar di Bajkonour e un uomo vuole riaprire la sfida e scoprire i misteri cui l’umanità non ha saputo dare una risposta” così recita il trafiletto in copertina. Ma non rende merito alla sconcertante verosimiglianza con alcuni fattori fortemente attuali che forse l’Autore cominciava a presagire più di dieci anni fa.

Il mondo che descrive è una terra in disfacimento, sia per il fattore ambientale (Milano, per esempio, è costantemente immersa in una nebbia fitta provocata dall’inquinamento generale e la gente gira solo con mascherine) sia dal fattore economico (l’intera economia è in mano a pochi finanzieri e il decadimento sociale è a un punto estremo: non c’è lavoro, le infrastrutture sono a pezzi, suicidi, accattonaggio, nemmeno più i postini a portare la corrispondenza, scorribande omicide a danno dei più deboli, un ceto ricco di pochi eletti asserragliato in palazzi a prova di bomba, etc…). Esistono frange clandestine che operano via radio e video perché la tecnologia è, nonostante tutto, molto più avanzata di adesso e la gente sa le cose grazie a questi attivisti, e non in virtù dei tromboni ufficiali che fanno notizia solo a pagamento.
In tutto questo si inserisce uno dei più grossi finanzieri – che ha mezzi, soldi e relazioni -, il quale si rende conto che c’è bisogno di un sogno comune perché si torni a sperare. Non vado avanti perché rovinerei la sorpresa.

Quanto a Paolo Aresi: no, non si può dire che sia uno scrittore eccelso, sebbene abbia vinto anche qualche premio (Premio Courmayeur 1992 con il racconto “Stige”) perché semplicemente non ha quel talento che fa della sua scrittura un qualcosa che si possa dire una scrittura grandiosa.
Tanto per fare un esempio, non si può fare un dialogo costruito in questo modo:
O’Neill: “xxxxx”
Borman: “xxxxx”
Christian: “xxxxx”
O’Neill: “xxxxx”
Borman: “xxxxx”
Christian: “xxxxx”
Christian: “xxxxx”
O’Neill: “xxxxx”
Borman: “xxxxx”

Ma il romanzo ha qualcosa per cui vale certamente la pena di essere letto, perché non stinge assolutamente nel ricordo. Forse perché il contenuto insito nel sogno è fortemente attuale.



John Allen Barnes: Un secolo di ordinaria follia (Fanucci, 2000)



“Svegliatosi su Marte nell’anno 2019 dopo un periodo di amnesia, Joshua Ali Quare cerca di colmare i vuoti della sua memoria raccogliendo le esperienze passate immagazzinate in un computer. Ricostruisce così una tragica adolescenza e la sua vita di mercenario e agente segreto alle dipendenze dell’Organizzazione, una spietata agenzia che combatte per il controllo del mondo, mentre vede scorrere le vicende che rivelano il suo ruolo nelle battaglie globali e nelle catastrofi ambientali che travagliano il ventunesimo secolo, un ruolo che include alcuni eventi che non avrebbe mai voluto ricordare.
Un romanzo violento e controverso, ricco di affascinanti estrapolazioni sociali e scientifiche” così sulla copertina posteriore.

Anche questo è un libro fortemente attuale, in cui quegli elementi ucronici di cui parlavo cominciano a rivelarsi dalla caduta del muro di Berlino.
Finale a sorpresa. C’è sempre una via d’uscita.

Sebbene il libro appartenga a un Ciclo, può benissimo essere letto isolatamente.
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Re:La fantascienza (e sottogeneri)
« Risposta #4 il: 10 Dicembre 2014, 00:45:31 »
Brevi appunti distopici  :ahsisi: (alcuni libri e un film)

Blocchi, dell'olandese Ferdinad Bordewijk, pubblicato nel 1931 (che è anche l’unica opera di questo autore stampata in italiano ), era un avvocato che considerava la scrittura un semplice passatempo. Questo non gli precluse dall’essere insignito di vari premi e riconoscimenti; è infatti considerato uno dei protagonisti della moderna letteratura olandese. Ha scritto una decina di romanzi, alcune silloge di racconti, un corpus di poesie, saggistica e critica letteraria.



Blocchi è un racconto breve, distopico, visionario e orrido, elementare, crudele e di un realismo da togliere il fiato (esce un anno prima di Il mondo nuovo, di Aldous Huxley).
Ovunque impera lo Stato: l’essere umano non è più uomo, cioè individuo, ma un pezzetto di un corpus unicum, ognuno perfettamente uguale all’altro, uomini e donne, bambini e adulti, popolo e governo, che si deve muovere all’unisono in una perfezione cubica che non ammette rotondità.
In un totalitarismo dove l’umanità non ha più storia (perché è stata cancellata, qui addirittura nemmeno incessantemente riscritta come ipotizza Orwell in 1984) né un futuro, perché tutto è bloccato, qual è la via d’uscita? Mi fermo qui

Una delle peculiarità spiazzanti di questo libro è il linguaggio che Bordewijk usa per rendere questo affresco totalitario in tutta la sua disarmante e diamantina crudezza, in cui pare non ci sia scampo, e in cui Bordewijk sospende il giudizio e si limita a registrare lo scenario distopico isolazionista, mettendo in luce – per luce riflessa – i meccanismi perversi che lo pervadono.
Come ci riesce? Con uno stile elementare, piatto, secco, asettico, quasi sembra di leggere un registro, è neutro, oggettivo, non giudicante: il risultato prende alla gola. Siamo in allarme, tutto è un allarme. Siamo dentro. Non c’è racconto, non c’è azione, non ci sono protagonisti (come potrebbero esserci se anche il solo concetto di individuo è contro la legge e perseguito?). C’è l’assenza. Ma…


Gli inizi della moderna letteratura utopica si potrebbero far risalire a Samuel Butler che, con i romanzi Erewhon (inversione di nowhere; 1876) e Erewhon revisited (1901), svolgono una satirica analisi critica alla società vittoriana dell'epoca, nei suoi molteplici aspetti.
Per chi si interessa di letteratura utopica, sono da leggere.

   

Un altro testo importante dei prodromi moderni, è La macchina del tempo (1895), di Herbert George Wells, in cui l’A., attraverso l’escamotage fantascientifico, crea le premesse per un’analisi della società inglese a lui contemporanea mediante la descrizione distopica di due popolazioni che incontra nel suo viaggio.



La vera fioritura della tematica distopica/utopica, però, appartiene al Novecento. Ed è facile capire il perché: la linfa vitale di questa letteratura proviene dai grandi totalitarismi che si andranno formando durante il secolo. Allo stesso tempo, altra linfa verrà data dallo sviluppo delle moderne società industriali di massa, con annesse storture e pericoli.
A questo proposito, personalmente, metto come il grande manifesto distopico emblematico dei totalitarismi 1984 di George Orwell, e Il mondo nuovo di Aldous Huxley come il grande manifesto distopico emblematico della società industriale. I due volti distopici (neanche poi tanto), di una stessa entità.
Importante e profondo il lucido saggio politico-filosofico Ritorno al mondo nuovo che pubblicherà nel 1958 dove, alla luce delle scoperte tecnico-scientifiche avvenute nel periodo intercorrente la pubblicazione de Il mondo nuovo e quest'ultimo, delineerà lo sconcertante profilo delle società umane.

Da qui è facile capire anche il perché, allo stato attuale, l’utopia negativa abbia finito col prevalere sull’utopia positiva, in termini di produzione letteraria.

 

Un altro classico che non può non essere letto per chi si interessa di utopia/distopia è My (Noi, 1924), di Jevgenij Zamjatin. Dico 1924 perché, naturalmente, era stato censurato nel 1921 dalla censura russa e fu pubblicato per la prima volta in lingua inglese solo in quell’anno. La storia personale di questo scrittore russo finisce con l’emigrazione dal paese d’origine, nel 1931, su intercessione dello scrittore Maksim Gor'kij presso Stalin.




In cinematografia è imprescindibile annotare lo splendido Metropolis, di Fritz Lang.


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Offline Gargaros

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Re:La fantascienza (e sottogeneri)
« Risposta #5 il: 10 Dicembre 2014, 01:03:20 »
Finito l'ultimo Premio Urania, Cuori strappati di Glauco de Bona. Una delusione abissale.

E' parecchio, e sottolineo parecchio ingenuo, su più fronti. La scrittura è priva di stile (figure retoriche 0, non ho trovato neanche le abusate similitutidi), la gestione dei discorsi diretti spesso ridicola per quanto artificiosi risultano. La trama è solida, ma come è condotta è veramente insufficiente, e alcuni punti mi sono parsi comunque forzati
Spiacente, ma non sei autorizzato a visualizzare il contenuto degli spoiler

Manca di pathos, non c'è tensione, non c'è un conflitto interno che mantenga su la storia. Eppure sarebbe stato facile trovarne uno: visto che il confronto finale era quello
Spiacente, ma non sei autorizzato a visualizzare il contenuto degli spoiler
nella protagonista avrebbe potuto esserci un conflitto di questo tipo, invece di quello (assolutamente gratuito ai fini della trama, e peraltro nemmeno risolto alla fine) su cui l'autore ci marcia. E' un segno di come De Bona non sia molto consapevole su come gestire la trama...

Anche come fantascienza poi non funziona, visto che le doti sinestetiche della protagonista sconfinano spesso e volentieni nel paranormale (verso la fine arriverà persino a vedere i ricordi di un personaggio che non ha impianti cerebrali!). Il che ovviamente non è un crimine, se fai fantascienza "labile", ma viste le magagne generali la redazione uranica avrebbe dovuto soppesare meglio pro e contro. L'ingenuità può essere passabile, se l'elemento principale è ferreo... ma l'elemento principale, ossia il genere, non lo è. Basta aver modificato lo scenario nazionale e sociale? Francamente ne dubito, perché NON è quello il perno della storia, e quindi come fantascienza politico/sociale non va bene.

Mi chiedo come abbia potuto vincere un romanzo così insufficiente. Forse le altre opere partecipanti erano peggiori? O non sarà stato invece il fatto che è un poliziesco, e negli ultimi anni pare che il Premio Urania sembra favoreggiare romanzi di questo genere in salsa SF?

Offline Gargaros

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Re:La fantascienza (e sottogeneri)
« Risposta #6 il: 18 Luglio 2015, 01:39:36 »
Per la prima volta nella storia intergalattica cosmica, quest'anno di Premi Urania ce ne sono ben due!

http://www.fantascienza.com/20296/premio-urania-due-vincitori

E il bello è che verranno presentati entrambi in un unico volume  :]

Offline Voronwe

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Re:La fantascienza (e sottogeneri)
« Risposta #7 il: 23 Luglio 2015, 17:49:51 »
I libri del ciclo di Hyperion di Simmons sono introvabili  :sad: dovrò rimandare ulteriormente la lettura.

Offline Sol Weintraub

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Re:La fantascienza (e sottogeneri)
« Risposta #8 il: 23 Luglio 2015, 20:30:09 »
I libri del ciclo di Hyperion di Simmons sono introvabili  :sad: dovrò rimandare ulteriormente la lettura.

Prova sui siti di libri usati o in giacenza, come Maremagnum.
Hyperion è da leggere assolutamente, ma io sono di parte.

Offline Gargaros

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Re:La fantascienza (e sottogeneri)
« Risposta #9 il: 24 Luglio 2015, 02:18:09 »
I libri del ciclo di Hyperion di Simmons sono introvabili  :sad: dovrò rimandare ulteriormente la lettura.

Io mi pento amaramente di non aver preso la quadrilogia quando ripubblicata da Fanucci. Presi solo il primo.

Comunque, dovresti trovarlo nei siti dell'usato, come dice Sol. Prova su Comprovendo libri.

Offline Voronwe

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Re:La fantascienza (e sottogeneri)
« Risposta #10 il: 24 Luglio 2015, 10:45:16 »
Io mi pento amaramente di non aver preso la quadrilogia quando ripubblicata da Fanucci. Presi solo il primo.

Comunque, dovresti trovarlo nei siti dell'usato, come dice Sol. Prova su Comprovendo libri.

Esattamente il mio pensiero. C'erano tutti da Feltrinelli ed erano in offerta. Anche io ho preso solo il primo. Non immaginavo che terminassero così in fretta.

Offline Bic

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Re:La fantascienza (e sottogeneri)
« Risposta #11 il: 14 Agosto 2015, 13:17:14 »
Una conferma, per favore.
Stamattina ho trovato Le armi di Asher, di van Vogt (ed. Euroclub su licenza di Editrice Nord; 1979; e non 1980 come la dà il catalogo Vegetti;, vedi scheda > http://www.fantascienza.com/catalogo/volumi/NILF114120/le-armi-di-isher/).
Contiene The weapon of Isher e The weapon makers. Cioè, mi sembra di capire, tutti e tre i racconti del '41, del '42 e del '49, perché in The weapon of Isher sono confluiti i primi due. È quindi l'edizione completa.
Dico giusto?
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Offline Sol Weintraub

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Re:La fantascienza (e sottogeneri)
« Risposta #12 il: 14 Agosto 2015, 13:40:20 »
Sì, Bic, dovrebbe essere corretto.

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Re:La fantascienza (e sottogeneri)
« Risposta #13 il: 14 Agosto 2015, 17:16:18 »
Sì, Bic, dovrebbe essere corretto.

Grazie, Sol.
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Re:La fantascienza (e sottogeneri)
« Risposta #14 il: 24 Gennaio 2016, 17:46:40 »
10 vignette del 1900 che immaginavano il futuro (conservate da Isaac Asimov)

Nel 1899, Jean-Marc Côté diede vita ad un progetto ambizioso, chiamato “En l’An 2000″: provare ad immaginare (e illustrare) come sarebbe stata la vita cent’anni dopo. Un set straordinario di vignette conservato anche da Isaac Asimov.
(Alessandro Frau) > http://thenexttech.startupitalia.eu/5920-20160123-vignette-1900-cote-asimov








Wiki > Category:France in XXI Century (fiction) > https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:France_in_XXI_Century_%28fiction%29






Jean-Marc Côté's Visions of the Year 2000 (1899)  > http://paleofuture.com/blog/2010/5/2/jean-marc-cotes-visions-of-the-year-2000-1899.html

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Re:La fantascienza (e sottogeneri)
« Risposta #15 il: 24 Gennaio 2016, 23:54:57 »
Malgrado la grafica retrò, ci hanno azzeccato quasi tutti.

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Re:La fantascienza (e sottogeneri)
« Risposta #16 il: 25 Gennaio 2016, 10:24:52 »
Malgrado la grafica retrò, ci hanno azzeccato quasi tutti.

Sarebbe interessante fare un esperimento grafico oggi, immaginandoci tra cent'anni.
Suppongo che le aspettative sarebbero meno ingenue (in senso buono), più che altro credevano nella tecnologia come propulsore per l'evoluzione umana. Dico meno ingenue anche sulla base delle trame e degli orditi narrativi e cinematografici di oggi, magari anche della cronaca di cui veniamo a conoscenza ogni giorno  :asd: La linea per la maggiore mi sembra quella.
Peccato che, ancora adesso e nonostante tutto, la tecnologia non sia fondata e condotta su un'etica che salvaguardi il pianeta, oltre che e quasi solamente sugli interessi particolari dell'umanità.
L'antropocentrismo ha fatto disastri, puzza di muffa, eppur c'è ancora gente che ci crede. Se poi sia in buona fede, lascio agli incubi addolcire le loro notti.


Comunque, tornando a questi piccoli capolavori, alcune, se non la maggior parte, mi sembrano delle cromolitografie, un tipo di tecnica di incisione che non è sopravvissuto molto perché stava per diffondersi la fotografia, e che però ha dato parecchio. Non ne sono certa perché dovrei poter toccare gli originali ma, dalle riproduzioni su internet, mi sembrano quello che ho detto.
Tieni conto che mi sembrano vere cromolito nel senso che sono state incise proprio su pietra litografica (e non su metallo). Significa che ogni colore è stato dato in fasi diverse sovrapponendo le lastre, e la morbidezza dei colori proviene proprio dalla qualità della lastra impiegata. 
E la qualità è superba.
« Ultima modifica: 25 Gennaio 2016, 10:26:34 da Bic »
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Re:La fantascienza (e sottogeneri)
« Risposta #17 il: 25 Gennaio 2016, 15:34:51 »
Fra 100 anni avremo cerveli potenziati grazie a PC neuronali che potremo impiantare in noi stessi senza problemi. Anche i ciucci in matematica potranno fare calcoli complessi in una frazione di secondo.

Il concetto di PC sarà obsoleto e superato: tutto quello che ci circonderà sarà una rete di computer interconnessi che lavoreranno in concerto. Non più quindi qualcosa di "personal", ma una cosa totale e globale di tutti, unica e indivisibile.

L'IA sarà una realtà e sovrintenderà questo lavoro. Anzi, sarà la rete stessa di computer a essere un'immensa IA. Noi stessi ne saremo permeati, visti gli innesti...

La medicina avrà fatto passi da gigantissimi. Ogni malattia appena scoperta avrà subito una cura, questo perché il corpo umano, la fisica, la chimica ecc. non avranno quasi più segreti.

In caso di mali estremi, provvederà la risostruzione totale dei tessuti a rimediare.

In caso di distruzione completa del corpo avvenuta in qualche incidente si ricostruirà tutto il corpo. E la mente? La mente dovremo copiarla ogni tot di settimane presso un ente che provvederà proprio in caso il corpo sparisca distrutto. La trasmissione dei dati ovviamente avverrà via rete e ci penserà un app impiantata nel nostro sistema e effettuarla. Nel backup verranno immagazzinati le posizioni spaziali di ogni neurone e connessione sinaptica. Il corpo ricostruito quindi avrà lo stesos intelletto, gli stessi ricordi che avevamo fino al momento del salvataggio dei dati.

Potremo decidere il nostro sesso e farcelo cambiare in due ore, sempre tramite la ricostruzione dei tessuti (che non avverrà sotto i ferri di chirurghi, ma in capsule apposite che disintegreranno le particelle interessate per riassemblarle in modo diverso). Ovviamente non saranno dei cambiamenti parziali come avviene oggi, ma totali: chi da uomo diventa donna, potrà avere figli naturali, e viceversa.

Le energie inquinanti non esisteranno più. La scoperta di una fonte di energia pulita e virtualmente infinita avrà ammazzato da tempo l'economia basata sul petrolio. Abbiamo salvato il pianeta trenta anni fa, grazie anche alla ingegneria meteorologica (la stessa che ci sta permettendo in quei tempi di terraformare Marte e Venere). Ora il mondo è pulito, è verde, le città sono impregnate di vegetazione, i mari sono stati bonificati e ci si sguazza che è un piacere.

Abbiamo colonizzato Marte e Venere e i lavori di terraformazione stanno andando a buon fine. Venere sta dando qualche problema, perché sembra recidiva nel ritornare alle vecchie condizioni. Questo significa che dovremo effettuare una manutenzione continua dell'atmosfera...

Abbiamo coloni anche sulla Luna, dove si sono impiantati da 50 anni e hanno dato vita a un nuova razza umana: i seleniti, contraddistinti da altezza oltre i due metri e venti e da una forma affusolata ed esile. Per i seleniti vivere in altri ambienti non è possibile: sarebbero troppo fragili e deboli.

I coloni sono anche su varie lune di Giove e Saturno.

Su Europa abbiamo scoperto migliaia di specie animali e vegetali nell'oceano liquido sotto la superficie del mondo. Un vero ecosistema alieno a qualche secondo luce da noi. La scoperta ha basito tutti. Tanto che è in progetto di esplorare lo spazio esterno. La cosa sarà possibile perché abbiamo scoperto una fonte inesauribile di energia, ricordatelo! La curvatura dello spazio è in fase sperimentale oltre Plutone, presso il nono pianeta che farà da base per le partenze verso l'infinito e oltre (se i test andranno a buon fine).

Non sarà tutto bello, ovvio. Ci saranno nuove religioni che inquineranno la gente. I potenti avranno altre forme e altri modi per calpestare i deboli... Queste cose non moriranno mai, purtroppo.

Offline Bic

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Re:La fantascienza (e sottogeneri)
« Risposta #18 il: 25 Gennaio 2016, 15:41:18 »
Ora finalmente conosciamo gli antefatti a Hyperion, come li ha descritti Dan Simmons.
Grazie, Gargaros  :ahsisi:
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« Risposta #19 il: 26 Gennaio 2016, 01:42:23 »
Molto interessanti le vignette proposte da Bic, a tal proposito, proprio l'altro giorno leggevo di Robida, autore/disegnatore francese che alla fine del XIX secolo pubblicò dei libri illustrati, La guerra del XX secolo e La vita elettrica, pubblicati in Italia per la prima volta l'anno scorso dalla Fondazione Rossellini  :sisi:


Link alla pagina con un piccolo estratto
http://www.fondazionerosellini.it/index.php?option=com_wrapper&view=wrapper&Itemid=62
But do you have what it takes to be invited into the divine council?