Autore Topic: La colonizzazione di Marte, secondo il National Geographic  (Letto 101 volte)

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Online barabba

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La colonizzazione di Marte, secondo il National Geographic
« il: 22 Dicembre 2016, 16:05:56 »
Hanno trasmesso i sei episodi del docu-fiction prodotto dal National Geographic. Ero curioso di vedere il risultato dell'alternanza tra il materiale documentario (per lo più interviste e spezzoni sulla corsa allo spazio e le missioni automatiche su Marte sino al 2016) con la fiction vera e propria del primo sbarco umano su Marte.
Sbarco che il docu-fiction colloca ottimisticamente nel 2033 (credo per motivi narrativi e di costo) e messo in opera da privati (è la globalizzazione, baby) con il contestuale tentativo di colonizzazione del pianeta rosso.
A differenza dei filmoni di Hollywood che periodicamente ci vengono offerti e che regalano sempre ambienti e tecnologie incredibili e situazioni irreali, questo l'ho trovato più aderente alla realtà fisica del quarto pianeta, almeno in una circostanza.
Circostanza in genere taciuta dalla filmografia fantascientifica. Circostanza che nella realtà frena qualsiasi attività umana oltre l'orbita bassa terrestre e ogni velleità umana nello spazio.
Sto parlando delle radiazioni, che sono di due diversi tipi, quelle solari e quelle cosmiche.
Nel docu-fiction del NatGeo, invece, per la prima volta se ne ricordano.
E infatti i primi coloni appena atterrati si mettono a cercare disperatamente un buco abbastanza profondo sul suolo marziano dove andarsi a rintanare.
Insomma, niente spazi smisurati e giri in rover, ma solo una profondissima cavità naturale, riparata dal Sole.
Che poi non è solo il Sole il problema, ma anche (qualcuno dice soprattutto) le radiazioni cosmiche.
Marte, infatti, non ha campo magnetico, come la Terra, pertanto l'esposizione dell'uomo per lunghi periodi è dannosa.
Per dare un'idea, i membri dell'ISS, in orbita a 400 km di altezza, assorbono ogni giorno un microsievert di radiazioni. L'equivalente di una radiografia al torace, ma la stessa quantità che assorbirebbero in un anno 400 km più in basso.
Ma la ISS è praticamente dentro le fasce di Van Allen. Cosa succederebbe fuori da esse?
Nessuno lo sa in realtà, ed è uno dei motivi (l'altro è la microgravità stessa e gli effetti deleteri per l'organismo) per cui non si va sulla Luna o su Marte e del pensionamento della ISS stessa entro il 2028, senza eredi è quasi una certezza.
Lo spazio, insomma, non è fatto per l'uomo e forse neanche un pianeta come Marte.
Che senso ha fare ottanta milioni di chilometri per andare a vivere trecento metri sottoterra?
Almeno al National Geographic se ne sono accorti.

Offline Hacksponge

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Re:La colonizzazione di Marte, secondo il National Geographic
« Risposta #1 il: 22 Dicembre 2016, 17:05:03 »
Interessante :) almeno oltre alla ludicità del programma danno pure informazioni interessanti e poco fantasiose.

Comunque parlando del discorso in generale, hanno già iniziato una specie di colonizzazione su marte o sbaglio? Anzi mi pare siano già partiti :) e secondo me qualche possibilità c'è, l'uomo come tutti gli esseri viventi gode dell'adattabilità evolutiva, magari al momento può essere un sacrificio colonizzare Marte sopravvivendo nei meandri del pianeta, però è anche vero che queste radiazioni cosmiche seppur in modo limitato verranno assorbite lo stesso dalle teoriche popolazioni che vivrebbero nel sottosuolo.. E dopo qualche (vabbè qualche) millenio si potrebbe creare una razza umana in grado di sopportare senza difficoltà persino le radiazioni della superficie marziana.
Insomma non è che ce ne sia troppa urgenza, però immagina un futuro sulla terra dove la popolazione sarà incrementata talmente tanto da rendere quasi tutte le zone terrene super affollate tipo le zone più popolate della cina (sempre parlando di migliaia di anni, o milioni) un altro "box" per contenere altri esseri umani in eccesso non la vedo come una cattiva idea.
(poi tralasciando l'adattabilità, se iniziano già da subito a creare zone vivibili su marte (capsule grandi come città fatte di un materiale antiradiazioni e cunicoli che collegano ogni capsula, tipo ponti) non sarebbe male, si dovrà pur conquistare almeno parte del nostro sistema solare, l'uomo vuole il territorio :sleep: )
« Ultima modifica: 22 Dicembre 2016, 17:06:28 da Hacksponge »

Offline Gargaros

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Re:La colonizzazione di Marte, secondo il National Geographic
« Risposta #2 il: 22 Dicembre 2016, 18:00:54 »
Lo spazio, insomma, non è fatto per l'uomo

Non sono d'accordo, Ba. Forse possiamo dire che non è "ancora" per l'uomo. Ma con le tecnologie giuste penso che ogni cosa sarebbe possibile.


Online barabba

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Re:La colonizzazione di Marte, secondo il National Geographic
« Risposta #3 il: 23 Dicembre 2016, 10:54:39 »
Citazione
Non sono d'accordo, Ba. Forse possiamo dire che non è "ancora" per l'uomo. Ma con le tecnologie giuste penso che ogni cosa sarebbe possibile.
Non vedo tecnologie sufficienti nel breve e nel medio periodo.
Poi, come disse un economista famoso, nel lungo periodo saremo tutti morti. :asd: