Autore Topic: Referendum. Voto di classe?  (Letto 242 volte)

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Online barabba

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Referendum. Voto di classe?
« il: 05 Dicembre 2016, 19:41:26 »
A guardare la cartina d'Italia con le percentuali di SI e No provincia per provincia si osserva un NO strabocchevole al Sud (oltre il 70% in Sicilia, Calabria, Sardegna) e un SI più forte e rappresentato al Nord.
Altissima l'affluenza alle urne e percentuali di NO bulgare nelle città della Sicilia.
Insomma, gli ultimi, i sommersi, i più poveri, non appena ne hanno avuto la possibilità hanno sbattuto la porta in faccia all'establishment.
Voto di classe dunque. Dopo la Grecia e il Regno Unito.
Gli ultimi hanno votato NO.

Offline Bic

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Re:Referendum. Voto di classe?
« Risposta #1 il: 05 Dicembre 2016, 22:53:30 »
Voto per la democrazia. Era da un pezzo che si impediva di votare.
E non appena si è potuto, una bella sberla in faccia a questo establishment e alla deriva autocratica della democrazia nazionale

Comunque sì, anch'io ho questa impressione, chi veramente sta pagando lo scotto ha votato no. Anche perché la massa critica di chi sta male e non ce la fa si allarga di giorno in giorno. E non c'è come star male perché la coscienza si allarghi.
 
Comunque non rallegriamoci troppo: perché è vero che la risposta popolare è stata molto chiara. Ma bisogna vedere in che misura se ne terrà conto.
Di elezioni non ce ne sono da un pezzo. E ora che hanno dati ben chiari, mi chiedo quale altra forma di governo riusciranno a escogitare pur di non tenere conto di questa risposta. 



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Offline Gargaros

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Re:Referendum. Voto di classe?
« Risposta #2 il: 05 Dicembre 2016, 23:51:05 »
A me ha sorpreso di più il sondaggio sulle età. I giovani che remano contro l'innovamento è fenomenale. Si vede che le modifiche che volevano fare erano proprio marce. I giovani sono quelli che si informano di più per costruire il futuro (il loro).

Comunque c'è poco da stare allegri. Io pensavo pure di astenermi dall'andarci, perché non c'è nessuna fazione degna di ricevere fiducia. Ora potremmo vedere il M5S a governare, o Salvini, o persino Berlusconi... Insomma, alla fin fine il voto è servito a scegliere quale disastro meno peggio approvare.

Online barabba

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Re:Referendum. Voto di classe?
« Risposta #3 il: 06 Dicembre 2016, 15:49:13 »
Ho visto dopo una proiezione sul voto per classi d'età. A quanto pare gli over 65 hanno votato SI e gli under 35 NO. Considerato che sono proprio i giovani i più esclusi e in difficoltà in questo momento non mi sorprendo affatto.
Quanto al dopo... chiaro che adesso si tenterà di sterilizzare il malcontento. Vediamo cosa si inventeranno questa volta.

Offline Abigail

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Re:Referendum. Voto di classe?
« Risposta #4 il: 12 Dicembre 2016, 23:40:54 »
Sono un po' delusa e ammareggiata per questo referendum. Non per il fatto che abbia vinto il no, ma per il motivo per cui ha vinto. C'è stata una "campagna" mediatica sbagliata e ingannevole. Proprio oggi, dopo una camminata in paese per fare qualche commissione, mi sono fermata ad ammirare i cartelloni a sfondo politico: erano tutti un vota no, sono nel nord italia e Salvini e la Lega potrebbero essere miei vicini di casa. Quello peró che piú mi ha colpita é stato un "Renzi sta facendo tagli alla sanitá, io voto No" ma perché scrivere queste cose? Perché non un "Renzi sta togliendo il Cnel, vota no" perché è questo che almeno io ho letto nella carta delle votazioni, insieme ad altri punti, e non Renzi a casa, tagli a destra e a manca, uscita dall'europa/euro (si, l'ho sentito veramente in tv). Ma quindi le persone cos'hanno veramente votato? Ho sentito commenti di miei coetanei che mi hanno fatto rabbrividire, per la enorme disinformazione e per nessun interesse nell'argomento, ma che comunque sono andati a votare per diletto. Anche in casa mia ho sentito argomentazioni che non c'entravano veramente con quello che si andava a votare. E ora in programmi tv con dibattiti politici si sente parlare con piú leggerezza di questa proposta e i commenti sono per la maggiore "non sarebbe poi stato cosí male, cosí sbagliato questo punto". É triste, e sarebbe stato triste anche se avesse vinto il si, perché a prescindere sarebbe stata una vittoria per motivi sbagliati. Ed é triste come ora, chi ha incitato al no si lavi le mani e lasci che si arrangi Renzi che, per me, il gesto di dimettersi e lasciar perdere tutto é stata la cosa piú nobile che poteva fare. Peró se lui se ne va, i grandi chiaccheroni dei vari partiti di chi parlano male?
I sogni ci preparano alla vita da svegli. [Hannibal]
Col passare del tempo non diventiamo più saggi, Abigail, però impariamo ad evitare o coltivare una certa dose di malvagità. Dipende da cosa preferiamo. [Hannibal]

Abigail: Quante persone hai ucciso?
Hannibal: Molte più di tuo padre.
Abigail: Hai intenzione di uccidermi?
Hannibal: Mi dispiace Abigail. Mi dispiace di non averti protetta, in questa vita.

Will: Prima di lanciare l'amo devi dare un nome all'esca; qualcuno a cui volevi bene.
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Will: Se la persona che scegli ti contraccambiava, secondo la superstizione, prenderai il pesce.
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Re:Referendum. Voto di classe?
« Risposta #5 il: 13 Dicembre 2016, 15:00:55 »
Citazione
Ho sentito commenti di miei coetanei che mi hanno fatto rabbrividire, per la enorme disinformazione e per nessun interesse nell'argomento, ma che comunque sono andati a votare per diletto.
Almeno a votare ci sono andati. Quanto alla disinformazione, ti assicuro che non dipende dall'età, ma è influenzata dai mezzi intellettuali che si hanno a disposizione.
Conoscere di più si può, leggiucchiando qua e là, se si ha un po' di curiosità.
Non preoccuparti per Renzi, non ha lasciato la segreteria del partito, quello è il ruolo chiave da cui partire per riconquistare Palazzo Chigi. E la prossima legislatura, che può darsi parta tra meno di sei mesi, proverà a riproporre una nuova riforma della Costituzione, come tutte le legislature che l'hanno preceduta. :ou86ch:

Offline Abigail

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Re:Referendum. Voto di classe?
« Risposta #6 il: 14 Dicembre 2016, 14:49:29 »
Almeno a votare ci sono andati. Quanto alla disinformazione, ti assicuro che non dipende dall'età, ma è influenzata dai mezzi intellettuali che si hanno a disposizione.
Conoscere di più si può, leggiucchiando qua e là, se si ha un po' di curiosità.
Non preoccuparti per Renzi, non ha lasciato la segreteria del partito, quello è il ruolo chiave da cui partire per riconquistare Palazzo Chigi. E la prossima legislatura, che può darsi parta tra meno di sei mesi, proverà a riproporre una nuova riforma della Costituzione, come tutte le legislature che l'hanno preceduta. :ou86ch:


Non lo metto in dubbio :/


Ma secondo te (ma anche secondo tutti voi utenti ) è positivo mettere le mani sulla costituzione? A scuola nelle ore di diritto abbiamo studiato articoli, ma era soprattutto su tutto quello che riguardava il commercio, e contratti. Per il resto non ho ben chiaro cosa dica. C''è da tantissimo tempo, ma va ancora bene ai nostri giorni? I tempi sono cambiati, ci siamo evoluti, siamo in un continuo processo di preogressione e va bene che le regole che dovremmo risperare siano ferme ad anni ormai passati? Io sinceramente non saprei dare una risposta, anche perchè sto parlando in generale e dipende sempre da cosa e da come si cambia, ma voi che ne pensate?
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Re:Referendum. Voto di classe?
« Risposta #7 il: 14 Dicembre 2016, 18:55:45 »
Citazione
il commercio, e contratti.
Quello è il codice civile, non la Costituzione. Ma proprio nel codice civile, anteriore alla costituzione, trovi un grande nucleo normativo che risale intatto al codice civile voluto da Napoleone, ma che è ancora più antico perché si rifà al diritto romano.
Citazione
C''è da tantissimo tempo, ma va ancora bene ai nostri giorni?
Non mi pare una buona politica associare ciò che esiste da tempo a ciò che non funziona, e viceversa.
La costituzione americana ha 250 anni, non mi pare che qualcuno si lamenti perché è anziana. Ciò che è buono è buono e ciò che non lo è non lo è, a prescindere dalla data di emissione. :ou86ch:

Offline Abigail

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Re:Referendum. Voto di classe?
« Risposta #8 il: 14 Dicembre 2016, 19:18:18 »

Quello è il codice civile, non la Costituzione. Ma proprio nel codice civile, anteriore alla costituzione, trovi un grande nucleo normativo che risale intatto al codice civile voluto da Napoleone, ma che è ancora più antico perché si rifà al diritto romano.Non mi pare una buona politica associare ciò che esiste da tempo a ciò che non funziona, e viceversa.
La costituzione americana ha 250 anni, non mi pare che qualcuno si lamenti perché è anziana. Ciò che è buono è buono e ciò che non lo è non lo è, a prescindere dalla data di emissione. :ou86ch:
sisi lo so che è del codice civile, e non avevo idea della sua storia. Non si smette mai di imparare :)


ma se qualcuno vuole cambiarla significa che qualcosa che non va c'é, o sbaglio?
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Re:Referendum. Voto di classe?
« Risposta #9 il: 14 Dicembre 2016, 20:47:43 »



ma se qualcuno vuole cambiarla significa che qualcosa che non va c'é, o sbaglio?

Probabilmente non è la costituzione che non va, ma chi vorrebbe cambiarla a proprio uso e consumo.

E ammesso anche che la costituzione andrebbe emendata in qualche elemento, non mi sembra che al momento attuale ci sia una "classe politica" indiscutibilmente onesta ma, soprattutto, non è una "classe politica" che dimostra o ha dimostrato competenze; non ha i numeri per darle il potere di cambiare i cardini su cui gira il paese.
Questa gente sarebbe capace di emendare e dire che "l'Italia non è un paese fondato sul lavoro"  :asd:; il che è tristemente vero, ma per altri motivi.
Quindi sarebbe vero dire che l'Italia non è un paese fondato sul lavoro - al momento attuale - perché è lo specchio dei tempi, ma in realtà è una sciagura che ha ridotto in ginocchio una percentuale paurosamente alta di popolazione. Qui la costituzione non è stata rispettata. Che facciamo? Cambiamo la costituzione perché non si è stati in grado di fare in modo che la gente possa lavorare?
Ogni logica mi dice di no.
« Ultima modifica: 14 Dicembre 2016, 20:48:44 da Bic »
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Re:Referendum. Voto di classe?
« Risposta #10 il: 14 Dicembre 2016, 20:58:03 »
Probabilmente non è la costituzione che non va, ma chi vorrebbe cambiarla a proprio uso e consumo.

E ammesso anche che la costituzione andrebbe emendata in qualche elemento, non mi sembra che al momento attuale ci sia una "classe politica" indiscutibilmente onesta ma, soprattutto, non è una "classe politica" che dimostra o ha dimostrato competenze; non ha i numeri per darle il potere di cambiare i cardini su cui gira il paese.
Questa gente sarebbe capace di emendare e dire che "l'Italia non è un paese fondato sul lavoro"  :asd: ; il che è tristemente vero, ma per altri motivi.
Quindi sarebbe vero dire che l'Italia non è un paese fondato sul lavoro - al momento attuale - perché è lo specchio dei tempi, ma in realtà è una sciagura che ha ridotto in ginocchio una percentuale paurosamente alta di popolazione. Qui la costituzione non è stata rispettata. Che facciamo? Cambiamo la costituzione perché non si è stati in grado di fare in modo che la gente possa lavorare?
Ogni logica mi dice di no.


Questo è vero :/ per quanto triste...
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Re:Referendum. Voto di classe?
« Risposta #11 il: 15 Dicembre 2016, 16:17:21 »
Bic ha ragione sul CHI.
La Costituzione va cambiata perché è vetusta, ti dicono. È un messaggio facile, che arriva. Però chiediti sempre CHI vuole cambiarla e per quale motivo.
Ti faccio un esempio. Il governo Renzi una delle prime cose che ha fatto è il Jobs Act, che ha di fatto eliminato l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, già mezzo smantellato da Monti e dalla Fornero per rilanciare l'economia. Andava cambiato perché vecchio, ha detto Renzi, perché impediva agli imprenditori di assumere nuovi dipendenti e di licenziare i fannullonni. E ha ricevuto gli applausi di imprenditori e industriali che da tempo volevano la sua morte.
Però l'articolo 18 tutelava i lavoratori contro l'arbitrio dei padroni, mica i fannulloni.
Lavoratori che adesso possono essere licenziati arbitrariamente, senza che il datore di lavoro debba giustificarsi davanti a un Tribunale, come accadeva prima.
Risultato (ma va), non sono aumentati gli occupati, ma sono aumentati i licenziati. E il contratto a tempo indeterminato è diventato un contratto a durata discrezionale del datore di lavoro.
Siamo in guerra. Una guerra dei ricchi contro i poveri. Se sei povera, Abigail, sta' con i poveri, non con i ricchi e con quello che vogliono farti credere.
Marx la chiamava coscienza di classe, ossia la consapevolezza di appartenere a un determinato ceto sociale con la conseguenza di fare gli interessi del proprio ceto, e non di quello avversario.

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Re:Referendum. Voto di classe?
« Risposta #12 il: 15 Dicembre 2016, 20:14:47 »
Io mi sento di essere nel centro, non sono ricca, ma nemmeno povera. Vivo con i miei e la mia attuale occupazione non mi permette di essere economicamente indipendente. Cerco di vedere i pro e contro da ogni parte per farmi un idea (anche per questo e per la mia infinita curiosità faccio queste domande) e sempre tenendo come esempio l'articolo 18, che proprio oggi ho anche sentito citare in tv, ho capito di cosa tratta, ma anche a scuola ci dicevano che a prescindere comunque sia non sono così tanti i licenziamenti senza motivo e che quindi non c'erano veramente problemi e se c'erano licenziamenti di una o più persone è praticamente quasi sempre per motivi reali come ditta che fallisce e non perchè tizio mi sta sulle scatole. Correggetemi se tico qualche sciocchezza, perchè riporto quello che mi è stato detto da varie persone di varia cultura riguardo questa tematica. Rimamendo sempre in tema lavoro per me la più grande delusione è stato col progetto "garanzia giovani" a cui ho partecipato, ho ricevuto i soldi con troppi mesi di ritardo (che se uno avesse avuto una famiglia da sfamare non immagino cos'avrebbe fatto) e che ora è completamente scomparso. Prima mi bombardavano di mail, chiamate con tantissimi e vari corsi e ora c'è solo il vuoto. Era un buon progetto, soprattutto per le aziende che avevano a disposizione braccia a costo zero, ma forse non si aspettavano una così alta affluenza o non so, non si sono organizzati a dovere e questo si nota con la consegna del compenso. Ora sono andata parecchio offtopic, ma ritornando al tema principale ora mi viene la domanda: cosa ci guadagnava Renzi con questo Referendum? Più potere? Più prestigio? Ho sentito varie persone affermare che con si sarebbe entrata una dittatura in paese, con troppo portere al parlamento, ma ora sinceramente parlando noi cittadini non mi sembra che abbiamo tutto questo potere :/
« Ultima modifica: 15 Dicembre 2016, 22:32:19 da Abigail »
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Re:Referendum. Voto di classe?
« Risposta #13 il: 16 Dicembre 2016, 11:29:02 »
Citazione
ma anche a scuola ci dicevano che a prescindere comunque sia non sono così tanti i licenziamenti senza motivo e che quindi non c'erano veramente problemi e se c'erano licenziamenti di una o più persone è praticamente quasi sempre per motivi reali come ditta che fallisce e non perchè tizio mi sta sulle scatole.
Bella scuola, davvero.
Ma, solo per via logica, non pensi che senza una tutela normativa e un giudice che decide se il licenziamento sia giusto o meno il lavoratore sia ricattabile?
E che quindi farà a meno di protestare e lamentarsi, di scioperare e chiedere migliori condizioni?
L'eliminazione dell'articolo 18 è un deterrente.
Il prossimo passo in questa direzione, già anticipato nel DEF 2016, sarà la morte della contrattazione nazionale a favore della contrattazione aziendale. Lì ne vedremo delle belle.
Citazione
Rimamendo sempre in tema lavoro per me la più grande delusione è stato col progetto "garanzia giovani" a cui ho partecipato, ho ricevuto i soldi con troppi mesi di ritardo (che se uno avesse avuto una famiglia da sfamare non immagino cos'avrebbe fatto) e che ora è completamente scomparso.
Ci ho lavorato dieci anni nell'agenzia governativa che propone queste p... Solo fumo, dammi retta.

Offline Abigail

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Re:Referendum. Voto di classe?
« Risposta #14 il: 16 Dicembre 2016, 12:54:56 »
Bella scuola, davvero.
Ma, solo per via logica, non pensi che senza una tutela normativa e un giudice che decide se il licenziamento sia giusto o meno il lavoratore sia ricattabile?
E che quindi farà a meno di protestare e lamentarsi, di scioperare e chiedere migliori condizioni?
L'eliminazione dell'articolo 18 è un deterrente.
Il prossimo passo in questa direzione, già anticipato nel DEF 2016, sarà la morte della contrattazione nazionale a favore della contrattazione aziendale. Lì ne vedremo delle belle.Ci ho lavorato dieci anni nell'agenzia governativa che propone queste p... Solo fumo, dammi retta.


Non ci avevo pensato, ed è triste :/ anche se vedo eccezioni. Mi viene da pensare dove lavorano i miei genitori, una fabbrica con 500 e più dipendenti e molti fanno quello che vogliono e l'azienda non fa niente in merito, anche se ci sarebbero buone ragioni. Ed è possibile un ritorno indietro e ritornare ad avere questo articolo?
Non so cosa cambierà, ma presumo niente di buono :/


Eh l'ho capito a mie spese :/
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Re:Referendum. Voto di classe?
« Risposta #15 il: 16 Dicembre 2016, 20:22:02 »
Se la Cassazione l'ammette, a gennaio, l'anno prossimo si potrebbe votare il referendum per abrogare il Jobs Act. Tuttavia, se fissata la data del referendum verranno indette le elezioni politiche, il referendum slitterà alla primavera del 2018.
Si accettano scommesse.