Autore Topic: Henry Charles Bukowski  (Letto 702 volte)

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questo topic.

Offline Bic

  • Tea C. Blanc
  • Amministratore
  • Tastiera digitale
  • ******
  • Post: 10513
Henry Charles Bukowski
« il: 05 Gennaio 2015, 09:31:12 »
Henry Charles Bukowski, nato Heinrich Karl Bukowski (1920 – 1994), di origine tedesca, è stato un poeta e scrittore statunitense. Si è parlato di lui come autore appartenente alla corrente del dirty realism (realismo sporco), corrente letteraria a sua volta figlia di quello che viene definito minimalismo (in arte si esprime negli anni Sessanta; in letteratura raggiunge il suo apice negli anni Ottanta), fondato su una ricerca di linee espressive elementari, motivi autobiografici, vicende quotidiane.
Il realismo sporco (anni Settanta / Ottanta) ha attinenza con la corrente minimalista e da essa prende il linguaggio stringato e ridotto ai minimi termini; il racconto di vicende quotidiane è trattato in modo superficiale perché è il contesto che deve far affiorare la profondità dei significati insito nelle storie raccontate; i personaggi sono desolati/desolanti, spesso volgari o conformati.
Tra i migliori autori di questa letteratura ci sono: gli statunitensi Charles Bukowski, Raymond Carver, Richard Ford e Tobias Wolff; il cubano Pedro Juan Gutiérrez; il boliviano Victor Hugo Viscarra; gli spagnoli Karmelo Iribarren, Roger Wolfe (inglese ma ha scritto in spagnolo), Héctor Álvarez Sanchez e David de la Rosa.

Spiacente, ma non sei autorizzato a visualizzare il contenuto degli spoiler



Riporto da wikipedia la sua opera completa:

Romanzi

Post Office (1971) Guanda 1999, TEADUE su licenza Guanda 2001
Factotum (1975) SugarCo 1975, TEADUE su licenza Guanda 1999
Donne (Women, 1978) SugarCo 1980, Guanda 1995, TEADUE su licenza Guanda
Panino al prosciutto (Ham on Rye, 1982) Guanda 2000, TEADUE su licenza Guanda 2002
Hollywood, Hollywood! (Hollywood, 1989) Feltrinelli 1990
Pulp. Una storia del XX secolo (Pulp, 1994) Feltrinelli 1995

Raccolte di racconti

Taccuino di un vecchio porco (Notes of a Dirty Old Man, 1969) Feltrinelli 1980, pubblicato anche come Taccuino di un vecchio sporcaccione, Guanda 1999
Storie di ordinaria follia (parte di Erections, Ejaculations, Exhibitions and General Tales of Ordinary Madness, 1972) Feltrinelli 1975
Compagno di sbronze (parte di Erections, Ejaculations, Exhibitions and General Tales of Ordinary Madness, 1972) Feltrinelli 1979
Svastica (racconto singolo non presente nelle edizioni italiane di Storie di ordinaria follia e Compagno di sbronze) (tratto da Erections, Ejaculations, Exhibitions and General Tales of Ordinary Madness, 1972) Millelire Stampa Alternativa 1994
A sud di nessun nord (South of No North, 1973) SugarCo 1973, pubblicato anche come Storie di una vita sepolta
Musica per organi caldi (Hot Water Music, 1983) Feltrinelli 1985
Niente canzoni d'amore (Septuagenarian Stew: Stories and Poems, 1990) TEADUE su licenza Guanda 2004
Confessioni di un codardo (Confession of a Coward, 1995) Guanda 1997, TEADUE su licenza Guanda 2000
Azzeccare i cavalli vincenti (Portions from a wine-stained notebook, 2008) Feltrinelli 2009
Scrivo poesie solo per portarmi a letto le ragazze (Absence of the hero, 2010) Feltrinelli 2012

Raccolte di poesie
L'amore è un cane che viene dall'inferno (Love is a Dog from Hell, 1977) SugarCo 1978, Guanda 2003
Poesie (1955-1973) (raccolta di 83 poesie tratte da It Catches My Heart in Its Hand (1963), Crucifix in a Deathhand (1965), At Terror Street and Agony Way (1968), Days Run Away Like Wild Horses Over the Hills (1969), Mockingbird, Wish Me Luck (1972) e Burning in Water Drowning in Flame: Selected Poems 1955-1973 (1974) a cura di Vincenzo Mantovani), Mondadori 1979
23 Poesie (raccolta di 23 poesie a cura di Vincenzo Mantovani tutte già pubblicate e tradotte nella precedente raccolta "Poesie (1955-1973)"), Mondadori 1996
Los Angeles 462-0614. Poesie. Introduzione di Giorgio Mariani; postfazione di Alex MacQuarrie. (raccolta di poesie tratte da "Love is a dog from hell") - Roma: Savelli, 1982.
Tutto il giorno alle corse dei cavalli e tutta la notte alla macchina da scrivere (You Get So Alone at Times That It Just Makes Sense, 1986) Minimum fax 1999
Notte imbecille (prima parte di The roominghouse madrigals: early selected poems 1946-1966, 1988) SugarCo Edizioni 1993
Non c'è niente da ridere (seconda di The roominghouse madrigals: early selected poems 1946-1966, 1988) SugarCo Edizioni 1996
Nato per rubare rose (terza parte di The roominghouse madrigals: early selected poems 1946-1966, 1988) SugarCo Edizioni 1997
Le poesie dell'ultima notte della Terra (Last Night of the Earth Poems, 1992), Minimum Fax 2004, cofanetto che raccoglie quattro volumi:
Si prega di allegare 10 dollari per ogni poesia inviata, Minimum fax 2000
Evita lo specchio e non guardare quando tiri la catena, Minimum fax 2002
Seduto sul bordo del letto mi finisco una birra nel buio, Minimum fax 2002
Spegni la luce e aspetta, Minimum fax 2003
Le ragazze che seguivamo (poesie tratte da "Betting on the Muse: Poems & Stories", 1996) Guanda 2001
Quando eravamo giovani. Poesie (prima parte di "Bone Palace Ballet", 1997) Feltrinelli 1999
La canzone dei folli. Poesie II (seconda parte di "Bone Palace Ballet", 1997) Feltrinelli 2000
Il grande. Poesie III (terza parte di "Bone Palace Ballet", 1997) Feltrinelli 2002
Il primo bicchiere, come sempre, è il migliore (prima parte di "Open All Night", 2000) Minimum fax 2006
Santo cielo, perché porti la cravatta? (prima parte di "The night torn mad with footsteps", 2001) Minimum Fax 2003
Quando mi hai lasciato, mi hai lasciato tre mutande (seconda parte di "The night torn mad with footsteps", 2001) Minimum Fax 2004
I Cavalli non scommettono sugli uomini (e neanche io) (terza parte di "The night torn mad with footsteps", 2001) Minimum Fax 2004
Sotto un sole di sigarette e cetrioli (quarta parte di "The night torn mad with footsteps", 2001) Minimum Fax 2005
E così vorresti fare lo scrittore? (prima parte di "Sifting through the Madness for the Word, the Line, the Way" che contiene componimenti tutti postumi 2003) Guanda 2007
Una notte niente male (seconda parte di "Sifting through the Madness for the Word, the Line, the Way", 2003) Guanda 2008
Cena a sbafo (terza parte di "Sifting through the Madness for the Word, the Line, the Way", 2003) Guanda 2009
Tutti gli anni buttati via (raccolta di "It catches my heart in its hands (Poems 1955-1963)", 1963 e "Crucifix in a deathland (Poems 1963-1965)", 1965) Guanda 2010
So benissimo quanto ho peccato (raccolta di "At terror street and agony way" 1968 e "Burning in water drowning in flame" 1974) Guanda 2011
Ehi, Kafka! (raccolta di poesie tratte da "The flash of lighting behind the mountain") Guanda 2012
Il crimine paga sempre (raccolta di poesie tratte da "The flash of lighting behind the mountain") Guanda 2013
Ce l'hanno tutti con me (raccolta di poesie tratte da "The flash of lighting behind the mountain") Guanda 2013
Una torrida giornata d'agosto (raccolta di poesie tratte da"The Continual Condition") Guanda 2014

Altro

Shakespeare non l'ha mai fatto (Shakespeare Never Did This, 1979) (diario di viaggio) Feltrinelli 1996
L'ubriacone (sceneggiatura del film Barfly - Moscone da bar) SugarCo 1997
Quello che importa è grattarmi sotto le ascelle. Fernanda Pivano intervista Charles Bukowski, Feltrinelli 1997
Il Capitano è fuori a pranzo e i marinai prendono il comando (The Captain Is Out to Lunch and the Sailors Have Taken Over the Ship, 1998) (diario con illustrazioni di Robert Crumb) Feltrinelli 2000 ISBN 88-07-81707-1
Urla dal balcone. Lettere, Volume primo (1959-1969) (Screams from the Balcony e Living on Luck), Minimum fax 2000
Birra Fagioli, crackers e sigarette. Lettere, Volume secondo (1970-1979) (Living on Luck e Reach for the Sun), Minimum fax 2001
Il sole bacia i belli - Interviste, incontri, insulti (Sunlight Here I Am, Interviews & Encounters 1963 - 1993), Feltrinelli, 2014
  Contatti:
bic@nuovasolaria.net
facebook: Tea C. Blanc

Offline Daniel Von Evol

  • Penna Stilografica
  • *
  • Post: 1503
  • Sesso: Maschio
Re:Henry Charles Bukowski
« Risposta #1 il: 16 Agosto 2015, 14:42:32 »
Una bella poesia di Bukowski...

Un uccello azzurro

Nel mio cuore c'è un uccello azzurro che
vuole uscire
ma con lui sono inflessibile,
gli dico: rimani dentro, non voglio
che nessuno ti
veda.

nel mio cuore c'è un uccello azzurro che
vuole uscire
ma io gli verso addosso whisky e aspiro
il fumo delle sigarette
e le puttane e i baristi
e i commessi del droghiere
non sanno che
lì dentro
c'è lui

nel mio cuore c'è un uccello azzurro che
vuole uscire
ma io con lui sono inflessibile,
gli dico:
rimani giù, mi vuoi fare andar fuori
di testa?
vuoi mandare all'aria tutto il mio
lavoro?
vuoi far saltare le vendite dei miei libri in
Europa?

nel mio cuore c'è un uccello azzurro che
vuole uscire
ma io sono troppo furbo, lo lascio uscire
solo di notte qualche volta
quando dormono tutti.
gli dico: lo so che ci sei,
non essere
triste

poi lo rimetto a posto,
ma lui lì dentro un pochino
canta, mica l'ho fatto davvero
morire,
dormiamo insieme
così col nostro
patto segreto
ed è così grazioso da
far piangere
un uomo, ma io non
piango, e
voi?

Vincitore Torneo mensile VII Ediz.,Vincitore pari merito Drabble 20,Vincitore pari merito 250 Caratteri 6 Ediz.,Vincitore pari merito 250 Caratteri 3 Ediz.,Vincitore 250 Caratteri 2 Ediz.,Vincitore 5° Torneo Haiku/Senryu,Vincitore 7° Torneo Haiku/Senryu,Vincitore Drabble 11, Raccontare la notizia 1°,Vincitore Drabble 6,
Vincitore 3° Torneo Haiku/Senryu,Tournament of song:Thrash Metal 2° ediz., Esercizi di stile (2°),
Best Utente Giugno 2015,Gioco dell'anagramma II
Gioco dell'anagramma V,Vincitore Drabble XXIII, Vincitore pari merito Contest Erotico-Estate 2016, Vincitore 250 Caratteri 8, Vincitore 250 Caratteri 9, Vincitore 250 Caratteri 10


Die when you die when you die you're gonna die
Die when you die when you die you're gonna die
(GG Allin)

Offline Bic

  • Tea C. Blanc
  • Amministratore
  • Tastiera digitale
  • ******
  • Post: 10513
Re:Henry Charles Bukowski
« Risposta #2 il: 18 Gennaio 2017, 09:43:31 »
Una bellissima lettera di Bukowski  all'editore John Martin. Scritta nel 1986, ma sempre attualissima.

Charles Bukowski contro il lavoro a tempo pieno




Ciao John,

grazie per la bella lettera. Non credo che faccia male, ogni tanto, ricordare da dove si è venuti. Tu conosci da dove vengo. Perfino le persone che provano a scriverne o a farci film non ci riescono. Li chiamano “dalle 9 alle 5”. Ma non è mai dalle 9 alle 5, non c’è una pausa pranzo libera in quei posti, in effetti in molti di quei posti per continuare ad avere un lavoro non pranzi. E poi c’è lo STRAORDINARIO e sembra che non lo registrino mai correttamente e se te ne lamenti, ecco, c’è un altro poveraccio pronto a prendere il tuo posto.

Conosci il mio vecchio detto: “La schiavitù non è mai stata abolita, è stata solo estesa per includere tutti i colori della pelle”.

E quel che fa male è la costante diminuzione di umanità di coloro che combattono per tenersi lavori che non vogliono ma temono un’alternativa peggiore. Le persone semplicemente si sono svuotate. Sono corpi con teste ubbidienti e piene di paura. Il colore abbandona i loro occhi. La voce s’imbruttisce. E il corpo. I capelli. Le unghie. Le scarpe. Tutto s’imbruttisce.

Quando ero giovane non riuscivo a credere che le persone potessero desiderare di rinunciare alle proprie vite a simili condizioni. Ora che sono anziano, non riesco ancora a crederci. Perché lo fanno? Sesso? Tv? Un’auto a rate? O per i figli? Figli che finiranno per fare le stesse cose che hanno fatto loro?

Tempo fa, quando ero ancora abbastanza giovane e passavo da un lavoro all’altro, ero così stupido da arrivare a dire ai miei colleghi: “Ehi, il capo potrebbe arrivare qui da un momento all’altro e licenziarci tutti, ve ne rendete conto?”.

Loro mi guardavano e basta. Stavo ponendo una questione che non volevano entrasse nelle loro teste.

Ora nell’industria si stanno operando ampi licenziamenti (acciaierie fallite, cambiamenti tecnologici). Centinaia di migliaia di persone vengono licenziate e le loro facce sono allibite:

“Ho dato all’azienda 35 anni…”

“Non è giusto…”

“Non so cosa fare…”

Non pagano mai gli schiavi abbastanza da dargli la possibilità di ottenere la libertà, solo quanto basta per sopravvivere e tornare al lavoro. Io riuscivo a vedere tutto questo. Perché gli altri no? Mi sono reso conto che la panchina del parco poteva essere un posto altrettanto buono, o anche il bancone del bar. Perché non arrivare lì da solo, prima che mi ci mettano gli altri? Perché aspettare?

Ho scritto solo per il disgusto verso tutto questo, ed è stato un sollievo uscire da questo sistema. E ora che sono qui, un cosiddetto scrittore professionista, dopo aver dato via i primi 50 anni della mia vita, ho scoperto che ci sono altre cose disgustose oltre al sistema.

Mi ricordo una volta, mentre stavo lavorando come imballatore in questa azienda di lampadine, uno degli imballatori all’improvviso disse: “Non sarò mai libero!”.

Uno dei capi stava passando di lì (si chiamava Morrie) e scoppiò in questa fragorosa risata, godendosi il fatto che questo tizio fosse intrappolato per la vita.

Così la fortuna che ho avuto a tirarmi finalmente fuori da quei posti, non importa quanto tempo c’è voluto, mi ha dato una gioia, la gioiosa felicità del miracolo. Ora scrivo da un corpo vecchio e da una vecchia mente, ben oltre il tempo in cui la maggior parte degli uomini penserebbe mai di portare avanti una cosa del genere, ma avendo cominciato così tardi sono in dovere con me stesso di continuare, e quando le parole incominciano a vacillare o e ho bisogno di essere aiutato a salire le scale e non sono più in grado di distinguere un merlo da una graffetta, sento tuttavia che una parte di me ricorderà (non importa quanto sarò andato lontano) come sarò arrivato, passando per l’omicidio e i guai e la circoncisione, fino almeno a una morte dignitosa.

Non aver sprecato del tutto la propria vita mi sembra una degna realizzazione, almeno per me.

Il tuo ragazzo,

Hank
  Contatti:
bic@nuovasolaria.net
facebook: Tea C. Blanc