Autore Topic: Dario Tonani  (Letto 194 volte)

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Offline Gargaros

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Dario Tonani
« il: 18 Aprile 2016, 22:48:44 »
Cronache di Mondo9 di Dario Tonani




Fosse uscito negli USA avrebbe richiesto l'invenzione di una nuova etichetta di genere, perché non è steampunk, non è cyperbunk, non è fantasy, ma è il felice connubio di questi e anche di più.

Mondo9 è un ambiente affascinante e misterioso, su cui vive una gente dai contorti sociali sfilacciati, vaghi. Sembrano tutti profughi di qualcosa, anche se qua e là appariono un insediamento e una città: ma la sensazione che ho avuto è di un popolo che, sebbene sedentario, non appartiene a nulla. Fuori da questi luoghi è il deserto a dominare, e sul deserto le navi, a volte immense come città stesse, che su ruote possenti si spostano qua e là, apparentemente per commerciare il pescato del mare di sabbia. Ma anche queste attività sono vaghe. Cosa fanno questi uomini non è dato saperlo per certo.

L'unica cosa certa è che su tutta la vaga scena domina il metallo. Il metallo delle navi che solcano il deserto, il metallo che affligge gli uomini con un morbo che un po' alla volta li porta a diventare automi cavi fatti d'ottone. Il metallo del deserto rugginoso e pericoloso. Le navi stesse sono delle entità senzienti, che pensano e agiscono quasi in totale autonomia.

Il primo romanzo è in verità una raccolta di racconti che però pennellano un tassello alla volta una storia unica. Attraverso questi racconti sembrano affacciarsi gli elementi che cambieranno per sempre Mondo9. E' qui, per esempio, che cominciano ad apparire le "uova": una sorta di mutazione simbiotica tra uccelli del deserto e navi che permetterà ai primi di produrre piccole macchine che serviranno da manutenzione alle seconde. Il morbo sembra prendere sempre più piede, conducendo a una fusione totale tra biologia e ferro.

E' il secondo romanzo che cerca di narrare una storia classica, con personaggi unici e una trama che inizia e finisce. Ed è questo romanzo che mi fa dare al libro solo solo la sufficienza: perché non finisce. Un personaggio importante muove le fila di altri personaggi affinché si compia una vendetta. Ma la vendetta non c'è, il personaggio non spiega nulla del perché della vendetta, e la chiusura del romanzo è un chiaro rimando una secondo romanzo. Che non esiste ancora. Non almeno in questo ciclo completo. Insomma, non ho gradito aver preso un'opera sbandierata come completa e non trovare per giunta nemmeno romanzi/capitoli autoconclusivi. Lasciare lì il lettore proprio sul più bello è inammissibile!

A contribuire alla sufficienza, comunque, incorre anche la scrittura, non sempre controllata. Le cadute di stile, o strafalcioni, non si contano: trovare espressioni come "cul de sac" o "blackout" non aiutano certo a mantenere integra l'impressione di lontananza e alienità di Mondo9. Inoltre certe scene d'azione non sono trattate in modo che siano facilmente visualizzabili. Il secondo romanzo, poi, è afflitto da una trama che sebbene per tre quarti sembri solida, viene completamente "sballata" nelle ultime battute, quando personaggi che erano stati predisposti a realizzare un loro destino (e sembrano lìlì per realizzarlo!) cominciano a fare e dire cose totalmente assurde. Ho già accennato a una vendetta che non si compie: posso dire che questo è solo un esempio di quanto la trama cada negli ultimi capitoli.


PS
Le illustrazioni interne di Brambilla sono assolutamente ininfluenti sulla qualità del libro. Si tratta di disegni a penna (virtuale) di navi viste di fianco. Ma sembrano delle caricature (l'ultima pare un piccione tronfio e gonfio) e in ogni caso non hanno nessun aggangio con le vicende narrate. Un vero peccato sbandierare in copertina la collaborazione per un contributo simile. Tanto più che Mondo9 si presta facilmente a lavori grafici di ben più ampio respiro, visti i suoi scenari maestosi e suggestivi...
« Ultima modifica: 21 Aprile 2016, 05:47:41 da Gargaros »