Autore Topic: [teatro classico - Siracusa - futurismo] Il teatro greco di Siracusa  (Letto 2948 volte)

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Il teatro greco di Siracusa

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« Ultima modifica: 23 Giugno 2018, 22:07:14 da Bic »
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Re:[teatro classico - Siracusa - futurismo] Il teatro greco di Siracusa
« Risposta #1 il: 07 Febbraio 2016, 19:39:24 »
Ciao, Bic. Ho letto con molto interesse degli inizi dell' Istituto Nazionale del Dramma Antico e delle futili e inutili e polverose polemiche dei futuristi, le cui istanze somigliano parecchio a quelle dei moderni rottamatori a ogni costo soprattutto quando si trovano di fronte qualcosa di buono e bello. Concordo invece con la necessità di rinnovare le traduzioni dei grandi classici per ritrovarne il senso più autentico, cosa che peraltro è stata fatta già da tempo e con eccellenti risultati anche sulle scene. A ogni modo, i biglietti per le rappresentazioni classiche a Siracusa vengono già quasi tutti venduti cinque mesi prima dell'apertura del teatro e l'afflusso in quel mese è davvero globale: segno che neanche la lingua è poi davvero un problema per chi vi assiste. Per non dire del pienone anche negli altri teatri greci di Sicilia in cui ogni estate vengono rappresentati i grandi classici greci, latini e anche moderni: da Segesta a Tindari, da Gibellina a Morgantina e altri ancora, sotto la direzione dell'INDA o in modo indipendente.
E anche i bravi giovani non mancano, specie tra gli attori, ma anche tra i registi. Per esempio: lo scorso agosto a Segesta ho assistito a una magnifica Elettra diretta da un neanche trentenne. Ma è stata davvero splendida, viva e meravigliosa, come tutti gli archetipi.
Nell'articolo non ti dilunghi molto sulla struttura del teatro e sulle sue origini, ma vale la pena accennare che la sua storia inizia nel V secolo dell'evo antico e che, come tutti i teatri greci in Sicilia come altrove, offre una quinta scenica da mozzare il fiato: fatto a cui si deve quel surplus di magia e di forza narrativa di quanto viene rappresentato.
Assistere a una rappresentazione classica all'aperto, all'alba o al tramonto, nei luoghi che hanno visto e contribuito a formare la storia dell'Occidente ti assicuro che è un'esperienza del tutto diversa dal vedere nel chiudo di un moderno teatro di prosa.
Quest'anno è dedicato alle donne, con Eschilo e Sofocle, e  -per la prima volta a Siracusa- viene messa in scena un'opera latina, la Fedra di Seneca.
Grazie, Bic e a presto.

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Re:[teatro classico - Siracusa - futurismo] Il teatro greco di Siracusa
« Risposta #2 il: 09 Febbraio 2016, 20:07:31 »
Grazie a te, Barabba, per il tuo intervento.
(Inter nos - ahahaha, sono birichina  :asd: - in una parte del tuo quote sembra quasi tu sia entrato in modalità passatista).
Da quello che mi dici, le aspettative della pubblicista di Stratagemmi vedo, quindi, che sono entrate nel pensiero comune.
No, non sono entrata in merito alle bellezze strutturali e storiche del teatro stesso. L'articolo era già troppo lungo di per sé e credo che la sola fotografia messa in evidenza sotto il titolo dica tutto. Sono convinta che risvegli senz'altro la curiosità di chi ne voglia sapere di più. Per questo sono entrata subito nel fulcro di quello che volevo evidenziare.

Anche in merito all'intervento futurista sono stata scarna, ma ora rimedio.
L'intervento futurista era stato senz'altro provocatorio. Personalmente, credo che l'evento di rottura in se stesso (la provocazione) possa difficilmente mantenersi entro una posizione equilibrata. Appunto perché deve rompere uno schema, per destabilizzarlo, risulta sembrare aggressivo o impositivo (e Marinetti era un istrione e un maestro nella destabilizzazione); ma se si va a guardare oltre l'evento di rottura e alle modalità con cui viene articolato, si possono individuare le ragioni, giuste o sbagliate, per cui lo status quo non ha termini di difesa. Non ha termini - dico - perché altrimenti l'evento di rottura non potrebbe sussistere.
Invece ci fu.

Nell'articolo che ho scritto, ho citato Guglielmo Jannelli e Luciano Nicastro, dicendo che pubblicarono nel 1924 (Edizioni della Balza futurista) un libello dal titolo Il Teatro Greco di Siracusa ai giovani siciliani, in cui si raccontano i fatti e le motivazioni della provocazione; cioè poco dopo gli eventi della distribuzione dei due volantini-manifesto.
Non ho pubblicato il testo integrale. Lo faccio ora.
Non credo ci siano diritti d'autore ma, se ci dovessero essere, l'amministrazione ritirerà immediatamente il testo.

Dal testo che segue, si vede che a monte c'è una polemica che investe molto altro, che non la semplice rottura con lo schema classico. E si vedono bene le ragioni per cui era stata portata avanti dal movimento futurista. Dobbiamo solamente entrare un attimo nell'ottica dei nostri nonni e dei loro tempi.
Avevo detto che è un testo modernissimo, ancora oggi. Moderno nel senso che, nei termini di globalizzazione in cui ci troviamo attualmente, va a inferire significato proprio là dove la globalizzazione odierna ha perso la partita. Non si è capito (non si è voluto capire? da chi? lasciamo perdere altrimenti non la finiamo più), che globalizzazione non è omologazione, ma conservazione e ricreazione continua dell'identità culturale del singolo, di una collettività, di un paese, anche di una realtà che potrebbe non avere anche i confini fisico-politici che le hanno affibbiato ma sicuramente li ha culturalmente.
Ti grazio di mie ulteriori baggianate e passo al dunque.



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Re:[teatro classico - Siracusa - futurismo] Il teatro greco di Siracusa
« Risposta #3 il: 10 Febbraio 2016, 11:51:40 »
Ciao, Bic. In realtà la provocazione futurista visto il tempo passato è ormai storia e per molti aspetti ha fatto il suo tempo, cioè è stata superata dagli eventi. Le istanze dei futuristi sono in parte entrate a far parte del DNA delle nuove generazioni e quindi di coloro i quali, attraverso la Fondazione INDA, organizzano oggi le rappresentazioni classiche nel teatro di Siracusa. Peraltro, da oltre venti anni l'INDA organizza un Festival del Teatro Classico dei Giovani nel teatro dell'antica Akrai, oggi Palazzolo Acreide, dove sono proprio i giovani delle scuole superiori italiane ed europee a rappresentare i classici greci seguendo la loro sensibilità-
Ed esiste poi un'Accademia d'Arte del Dramma Antico che organizza corsi per attori e registi anche in una chiave di necessaria rivisitazione delle opere classiche.
Inoltre la ricerca archeologica e storiografica, oltre che quella filologica sui testi originali ha permesso la ricostruzione di ciò che doveva essere la rappresentazione anche nell'età classica dell'ellenismo.

Senza rimorso, al Teatro Greco di Siracusa, una folla di passatisti siede per ore ed ore col culo a terra per sentire che Agamennone cornificò la moglie la quale altrettanto fece e, non contenta, levò di mezzo anche il marito; e si entusiasma quando Oreste grida a Pilade: “ Consigliami!... Che faccio?...” E di rimando Pilade: “ Giacché ci sei, ammazza la tua mamma!” – Quella seria massa d’infatuati merita il risveglio di una pedata o, meglio, l’odorante refrigerio di un pitale.
Agamennone, Oreste, Clitennestra?... Ma chi son essi? Chi se ne frega più? Avvenimenti di cronaca mille volte più interessanti registra tutti i giorni la stampa, senza che alcun Eschilo nuovo sorga a romperci le scatole e senza che un qualsiasi consiglio comunale si occupi di commemorarli.
NOI FUTURISTI, sicuri che la Sicilia abbia più intelligenza di quanto il passatista Romagnoli non ne metta nelle sue traduzioni e nelle salsicce dei suoi “drammi satireschi”, affermiamo che le rappresentazioni classiche di Siracusa sono il prodotto di mentalità arretrate nello spirito dell’Isola vulcanica, e che i consiglieri siracusani  -funghi di muffa sopra un verde tronco – vengono meno alle più elementari regole d’igiene quando trasportano cose puzzolenti in una città che s’era fatta ammirare finora per la sua pulizia.
A tutto il teatro greco, polvere ed ossario, noi contrapponiamo le Sintesi Futuriste e la famosa òpira dei pupi siciliana che è la ri-creazione più viva e più geniale degli avvenimenti e della vita del passato. Ogni creatore di Sintesi, ogni don Giuvanni d’òpira possiede tanto genio quanto a mala pena possono metterne insieme tutti 18715 Romagnoli di questa terra.
Convincetevi che il mondo non si regge più con la morale, con le esigenze di 2000 anni fa; ha un ritmo e degli ideali che superano la vita antica di quanto un’officina supera il porcile.
Perciò noi vi diciamo: EVOLVETEVI E MARCIATE!
Perciò invitiamo il popolo di Sicilia , d’Italia e del  Mondo  ad essere cosciente, a disertare le gradinate del Teatro Siracusano, a lasciare che l’erba cresca come utile pascolo alle pecore, tra i ruderi.
Gli intelligenti si strafottano dell’antica Grecia, e – pisciando in folla sul teatro parato a festa per le Coefore di Eschilo – urlino con noi al professor becchino Romagnoli:
Abbasso l’Arte Greca! – Viva l’Arte Popolare Siciliana!
Gloria al Genio Creatore Italiano d’oggi e di domani!

16 aprile 1921

Questa è qualcosa di più di una provocazione. E non la condivido. Le tragedie greche rimasteci sono dei formidabili archetipi e per questo motivo sono ancora oggi rappresentate con successo trascorsi due millenni e mezzo dal loro concepimento. Esse forniscono l'anima al pensiero occidentale e fors'anche, in modo più lato e per altri versi, al pensiero umano. Sono universali e senza tempo e non meritano di essere sbeffeggiati. Posso condividere il modo in cui queste opere vengono rappresentate, oggi come cento anni fa, ma non sulle opere in sé.
Sappiamo tutti e lo vediamo tutti i giorni che mostri ha generato il superamento dell'etica e della morale: o meglio la loro trasformazione in un'etica e in una morale dove è appunto l'officina a trionfare e l'uomo a passare in secondo piano e diventare un mero oggetto, un mezzo per la realizzazione di superiori fini che nessuno ha provveduto a creare.

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Re:[teatro classico - Siracusa - futurismo] Il teatro greco di Siracusa
« Risposta #4 il: 11 Febbraio 2016, 10:04:45 »
Ciao, Bic. In realtà la provocazione futurista visto il tempo passato è ormai storia e per molti aspetti ha fatto il suo tempo, cioè è stata superata dagli eventi. Le istanze dei futuristi sono in parte entrate a far parte del DNA delle nuove generazioni e quindi di coloro i quali, attraverso la Fondazione INDA, organizzano oggi le rappresentazioni classiche nel teatro di Siracusa. Peraltro, da oltre venti anni l'INDA organizza un Festival del Teatro Classico dei Giovani nel teatro dell'antica Akrai, oggi Palazzolo Acreide, dove sono proprio i giovani delle scuole superiori italiane ed europee a rappresentare i classici greci seguendo la loro sensibilità-
Ed esiste poi un'Accademia d'Arte del Dramma Antico che organizza corsi per attori e registi anche in una chiave di necessaria rivisitazione delle opere classiche.
Inoltre la ricerca archeologica e storiografica, oltre che quella filologica sui testi originali ha permesso la ricostruzione di ciò che doveva essere la rappresentazione anche nell'età classica dell'ellenismo.

E quindi mi stai confermando quanto fosse avanti questa gente. Quello che propugnavano, e al quale si è arrivati in tempi recenti, lo stavano scrivendo quasi cent’anni fa.



Questa è qualcosa di più di una provocazione. E non la condivido. Le tragedie greche rimasteci sono dei formidabili archetipi e per questo motivo sono ancora oggi rappresentate con successo trascorsi due millenni e mezzo dal loro concepimento. Esse forniscono l'anima al pensiero occidentale e fors'anche, in modo più lato e per altri versi, al pensiero umano. Sono universali e senza tempo e non meritano di essere sbeffeggiati. Posso condividere il modo in cui queste opere vengono rappresentate, oggi come cento anni fa, ma non sulle opere in sé.
Sappiamo tutti e lo vediamo tutti i giorni che mostri ha generato il superamento dell'etica e della morale: o meglio la loro trasformazione in un'etica e in una morale dove è appunto l'officina a trionfare e l'uomo a passare in secondo piano e diventare un mero oggetto, un mezzo per la realizzazione di superiori fini che nessuno ha provveduto a creare.


Anch’io sono d’accordo con te – e credo chiunque – che la tragedia greca sia un formidabile mezzo per mettere in scena archetipi, cioè quei motivi che danno forma ad aspetti fondamentali dell’esistenza umana, cioè immagini primordiali, modelli originari delle forme, modelli di comportamento, concetti chiave. Se teniamo per buono quello che ha scritto Jung, la psiche inconscia è costituita da un inconscio personale, esito della rimozione di elementi incompatibili con la coscienza, e da un inconscio collettivo, cioè una sfera di mitologia inconscia le cui immagini-forma primarie sono patrimonio comune umano.
A questo proposito, sarai d’accordo che esiste una letteratura che proviene dall’inconscio individuale e una che attinge all’inconscio collettivo, dove si possono individuare di epoca in epoca nientemeno che gli schemi emotivi della mente.
Addirittura c’è chi ha scritto (Northrop Frye) che gli archetipi letterari siano fenomeni puramente letterari e sostiene che essi siano le strutture che danno fondamento e coerenza alla letteratura. C’è chi anche sostiene che – sempre nell’ambito di una letteratura che proviene dall’immaginario archetipico – l’autore non controlla per intero il significato del suo testo. C’è anche da tener presente l’aspetto non secondario – dico io – della risposta del lettore, a seconda del contesto culturale, conscio o inconscio, e del ruolo sociale e sessuale che si è attribuito, che gli hanno attribuito.

Tutto questo per dire cosa? Che nella provocazione futurista io ci vedo lo scontro tra due diversi modelli archetipici. Meglio: due modelli archetipici affiancati. Non c’è qualcuno che abbia ragione e qualcuno che abbia torto.
Se vai a vedere quello che scrivono Guglielmo Jannelli e Luciano Nicastro in “Il Teatro Greco di Siracusa ai giovani siciliani”, il sottotitolo è “Che cosa intendiamo per Dramma Siciliano, Pittoresco, Moderno”.

Stanno cioè sottoponendo all’attenzione del pubblico un modello archetipico differente, autoctono. Cioè lo stanno portando in superficie.
Da un certo punto di vista la provocazione con cui si muovono tutti quanti, in Sicilia, in quel momento, è teatro tragico, tutto è diventato teatro, i passatisti e i futuristi e il loro scontro e chi gli sta intorno. Il teatro è uscito dal teatro fisico e si sta dando nelle piazze, nelle strade, nelle scuole. Questo è vivere la storia, riuscire a vederla nel contesto in cui è stata vissuta e apprendere dalle dinamiche che si sono verificate.
La visione tragica nasce quando c’è uno scontro tra due opposte ragioni, cioè hanno ragione entrambi (Hegel). Uno dei motivi principali della tragedia greca (quello che è stato definito il peccato originale dei greci) è il dissidio tra padri e figli, tra passato e futuro, tra giovani e vecchi. Maria Montessori, a questo proposito, dice che se il peccato originale è la pietra angolare di ogni cultura, quello greco è costituito dallo scontro generazionale (Infanzia e società, Il bambino padre dell’uomo).
Non mi dilungo su tutto quello che ne deriva.
Ecco, io ci vedo in quello che successe esattamente questo: i passatisti sono i padri, i futuristi sono i giovani.

Quanto al lascito futurista, importantissimo ma sommerso perché fu identificato con una ideologia politico-sociale, a posteriori, quanti sanno, per esempio, che la bottiglietta del Campari Soda fu disegnata e ideata da Fortunato Depero? È un’icona perché è così innovativa che a quasi cent’anni dalla sua nascita è insuperata, per design ed eleganza formale. Siamo pieni di questi lasciti futuristi non riconosciuti, nella vita di tutti i giorni.



Accanto a una grafica vuota e melensa che aveva ormai esaurito ogni potenziale – eccetto alcuni maestri indiscussi – che potenza innovativa c’è in un’opera grafica come questa? (sono esempi presi a caso) >

 
Gerardo Dottori, 1932

O in questa? >


Osvaldo Peruzzi - Cantiere navale di Livorno; 1933

O in questa Bugatti del 1939? Sembra la batmobile di Batman >



Ma nel 1939 la batmobile non era ancora arrivata a questo punto di innovatività. Questa sembra ancora vecchia, vero?



Secondo me, è stato perso molto soffocando completamente il giovane. Là dove esiste sapienza occorre energia per renderla efficace, ma se si strangola l’energia la sola sapienza diventa muffa. Tant’è che – già avevo espresso questa idea nell’articolo che avevo scritto sulla protofantascienza – la letteratura italiana si è esaurita, dopo, in mancanza di una forza propulsiva e di un adeguato contesto che portasse in palmo di mano la fantasia. E lo possiamo vedere bene oggi.
Al di là della barriera linguistica – dove è evidente che chi scrive spazzatura in inglese ha più possibilità di farsi leggere di un buon autore italiano – c’è poco che supera il confine nazionale.



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« Ultima modifica: 11 Febbraio 2016, 10:21:20 da Bic »
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« Risposta #5 il: 11 Febbraio 2016, 14:53:13 »
Ho letto l'intervento  di Guglielmo Jannelli e Luciano Nicastro in “Il Teatro Greco di Siracusa ai giovani siciliani”, “Che cosa intendiamo per Dramma Siciliano, Pittoresco, Moderno”.
Sei una fan dei futuristi ho capito (non sapevo della bottiglietta Campari). Da parte mia non sono molto interessato allo scontro tra passato e futuro, soprattutto perché tutti noi si vive nel presente, ma condivido la generale esortazione alla creazione continua di nuovo materiale artistico e faccio mio il monito a non fermarsi su ciò che è stato fatto: l'incoraggiamento ad andare avanti, soprattutto se rivolto ai giovani -che hanno le energie e la creatività, come dici bene tu - per farlo. Allo stesso tempo credo che il progresso possa facilmente trasformarsi in regresso quando le nuove generazioni dimentichino o ignorino ciò che è avvenuto prima di loro; in ogni campo del sapere umano, non necessariamente con riferimento alla sola letteratura. Anzi ritengo che la decadenza spesso consista nell'arroganza del pensare di poter fare a meno di quanto ci è stato trasmesso da chi è venuto prima di noi o nell'incapacità di fare proprie e di rimodulare, e trasformare con sensibilità di volta in volta nuova, le istanze del passato. 
Interessante la tua riflessione sugli archetipi, ma, dato che hai citato Jung, sai che essi hanno una valenza molto profonda nella formazione della coscienza e dell'inconscio. Attenzione, però, perché il tentativo di molti di ridurre il tutto di volta in volta alla vecchia diatriba tra vecchio e nuovo, tra giovani e vecchi, svilisce ogni possibilità di riflessione sul tema.
Quanto alla modernità dei futuristi... oso dire la modernità della bellezza, Bic. Dell'arte, quella vera -perché l'altra diventa subito brutta- del sapere, della conoscenza.

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Re:[teatro classico - Siracusa - futurismo] Il teatro greco di Siracusa
« Risposta #6 il: 12 Febbraio 2016, 18:18:32 »
Fan ha un po' un significato di una presa di posizione indiscutibile, di parte. Piuttosto, e perché la penso come te quando dici "Allo stesso tempo credo che il progresso possa facilmente trasformarsi in regresso quando le nuove generazioni dimentichino o ignorino ciò che è avvenuto prima di loro" vorrei un po' di luce su ciò che è stato.

Per farti un esempio nel mio piccolo, una volta stavo facendo una ricerca su uno scrittore ed era assolutamente importante per me trovare almeno uno dei due numeri di una rivista su cui lui aveva innescato un evento che aveva coinvolto decine di scrittori e intellettuali (stiamo sempre parlando di periodo futurista). La testata era una delle più importanti, forse la più importante nel suo settore, quindi non sto parlando dell'ultima rivistucola di paese.
Cercando nel fondo nazionale, non ne ho trovato nemmeno una copia! Dopo un'altra ricerca sistematica ho scoperto che l'Ufficio Storico di una delle nostre Armi ne aveva una e, tramite l'aiuto del militare a capo dell'Ufficio Storico, ho potuto fare delle scansioni.
E questo è solo uno fra i numerosissimi esempi di lacune esistenti. Dove è finito tutto questo materiale che prima era a disposizione del pubblico? Non chiediamocelo.

Tornerò sul futurismo, sperando di fare cosa gradita. Magari proponendo inediti o testi mai arrivati, non dico su internet, ma nemmeno in ristampa, perché letteralmente spariti, fisicamente e nella memoria.

Ciao e grazie di tutto  :bludaisy:



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Re:[teatro classico - Siracusa - futurismo] Il teatro greco di Siracusa
« Risposta #7 il: 11 Luglio 2017, 17:34:26 »
Segnalazione del nostro Barabba:


"Per chi questa estate passasse dalla Sicilia occidentale e avesse voglia di teatro (ma anche di musica), dal 16 luglio al 3 settembre segnalo: Le Dionisiache 2017.
http://www.calatafimisegestafestival.it/
Tra l'altro quest'anno ricorre il cinquantesimo anniversario dell'inizio degli spettacoli al Teatro greco di Segesta che iniziarono con La Pace di Aristofane diretta a suo tempo da Arnoldo Foà."

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