Autore Topic: Bureau del Lettore (suggerimenti e consigli, domande, commenti veloci)  (Letto 3729 volte)

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questo topic.

Offline Bic

  • Tea C. Blanc
  • Amministratore
  • Tastiera digitale
  • ******
  • Post: 10512
Bureau del Lettore

letture in corso,
suggerimenti e libri consigliati,
domande e risposte,
commenti brevissimi,
chiacchiere e spam di lettori affaticati


Il thread ha l’obiettivo di essere un primo punto di sbarco nella sezione Lettura, una sorta di "ufficio informazioni", un momento di relax per i lettori.

Invece, approfondimenti e commenti di un certo rilievo, o monotematici, sono da farsi negli appositi topic; quindi sarebbe bene controllare nell’Indice di Sezione dove spostarsi ed eventualmente, se non esiste ancora l’argomento di cui si vuole parlare, aprire una nuova discussione.


Benvenuti in sezione e Buona lettura!  :)



(Piero Fornasetti)

« Ultima modifica: 11 Marzo 2017, 00:35:43 da Abigail »
  Contatti:
bic@nuovasolaria.net
facebook: Tea C. Blanc

Offline BRADIPODOC

  • Macchina da scrivere
  • ***
  • Post: 7073
  • Sesso: Maschio
Il Circolo: chiacchiere, relax e spam
« Risposta #1 il: 12 Dicembre 2014, 21:15:31 »
Secondo te è possbile capire veramente la bellezza di un libro senza leggerlo nella lingua originale?

Stavo leggendo la divina commedia in inglese, ho fatto il primo canto del'inferno, ora non è per dire, ma è una cosa impossbile da tradurre in un'altra lingua.

Non dico che sia sbagliato, anzi, per quanto riguarda i contenuti, a parte le diversità dell'intensità e le diverse percezioni che ci possono essere nei vari paesi e popoli, mi pare l'unico modo di trasmettere certi capolavori.

Però quello che mi chiedo è se non si smarrisce quasi tutto dello stile di un artista con la traduzione, specialmente per quanto riguarda autori di un certo livello.


Emile Cioran

"There is no means of proving it is preferable to be than not to be"

“Non c'è modo di provare che è preferibile essere al non essere.”

Offline Gargaros

  • Moderatore
  • Biro
  • *****
  • Post: 4966
  • "Ecate, figlia mia..."
Re:Il Circolo: chiacchiere, relax e spam
« Risposta #2 il: 12 Dicembre 2014, 22:19:53 »
Per opere antiche come La divina commedia sì, se tradotta in altre lingue perde in pratica tutto.

Per opere moderne, secondo me è un discorso su sottigliezze. Qualcosa si perde sempre, ma sta tutto al traduttore affinché quello che si perde non sia troppo. Di recente ho letto Il grande Gatsby e la traduttrice (Franca Cavagnoli) ha aperto il libro con un'introduzione proprio su questo argomento. Ora, riassumerla è impossibile, ma la donna ha fatto un lavorone sia nello spiegare come ha tradotto e sia sulle problematiche del suo lavoro.

Forse una soluzione al problema è proprio questa: che il traduttore dica perché e percome ha agito in un modo quando non è stato possibile essere fedeli.

Ah, per me Moby Dick è meglio in italiano  :sisi:


Offline BRADIPODOC

  • Macchina da scrivere
  • ***
  • Post: 7073
  • Sesso: Maschio
Re:Il Circolo: chiacchiere, relax e spam
« Risposta #3 il: 13 Dicembre 2014, 14:47:28 »
Sicuramente la poesia è intraducibile, infatti la divina commedia perde tutte le rime e quel tipo di sensazione musicale.

Tuttavia, mi chiedo se non si perda molto anche traducendo lingue completamente diverse dalla nostra, come per esempio il russo, il cinese, il giapponese, etc...

Sicuramente va meglio con spagnolo, inglese, francese e tedesco che hanno bene o male le stesse regole grammaticali del latino e quel tipo di logica linguistica.

A parte il discorso prettamente artistico legato ai suoni o alle rime, in questo caso i contenuti sono salvguardati abbastanza fedelmente.

Ma nel resto, ho seri dubbi che sia possbile fare un buon lavoro e non fare sostanzialmente una totale trasformazione dell'opera originaria.

Questo è tema non molto trattato a dire il vero, credo si dia per scontato che non ci siano malintesi, invece probabilmente è tutt'altro che semplice la problematica.


Emile Cioran

"There is no means of proving it is preferable to be than not to be"

“Non c'è modo di provare che è preferibile essere al non essere.”

Offline Bic

  • Tea C. Blanc
  • Amministratore
  • Tastiera digitale
  • ******
  • Post: 10512
Il ristorante della mente - Cosa state leggendo?
« Risposta #4 il: 14 Dicembre 2014, 14:09:05 »
Sto leggendo un saggio di Vittorio Amoruso sulla letteratura beat.
Dopo le prime 10 pagine volevo buttarlo nel cestino ma poi ho pensato "aspetta, leggi perché secondo lui è tutta spazzatura :asd:. Capiresti perché Morselli e Ortese, il primo si è suicidato, la seconda è andata in esilio volontario."

Ci risentiamo nel topic dedicato, non appena finito.




  Contatti:
bic@nuovasolaria.net
facebook: Tea C. Blanc

Offline BRADIPODOC

  • Macchina da scrivere
  • ***
  • Post: 7073
  • Sesso: Maschio
Re:Il Circolo: chiacchiere, relax e spam
« Risposta #5 il: 17 Dicembre 2014, 22:45:26 »
Conoscete Sankara?

Posto un articolo per fare conoscere il personaggio.

Questa è in sintesi la storia dell'Africa e del Sud America e direi anche la nostra per certi versi.

E' interessante notare come nella storia del colonialismo e degli imperi di turno, ammazzino solo chi non riescono a corrompere (credo sia  un sillogismo corretto ipotizzare che oggi non ammazzino più nessuno perchè si sono fatti tutti corrompere in qualche modo).

Manca certa gente, gente che ci vede chiaro, come era anche Pasolini da noi.



"L’Africa agli africani!”, urlava a un mondo sordo Thomas Sankara alla metà degli anni Ottanta. La guerra fredda era agli sgoccioli, le speranze sorte dopo l’affrancamento dal dominio coloniale – il 1960 era stato dipinto come l’anno dell’Africa tra proclami e belle parole – erano state ormai strozzate da decenni di sfruttamento economico, disarticolazione sociale e inerzia politica. Le multinazionali invadevano le ricche terre d’Africa, mentre gli Stati del Nord del mondo imponevano condizioni commerciali che impedivano lo sviluppo dei Paesi africani, schiacciati tra debito estero e calamità naturali.
Il 4 agosto 1983, in Alto Volta, iniziava l’esperienza rivoluzionaria di Thomas Sankara, capitano dell’esercito voltaico giunto al potere con un colpo di stato incruento e senza spargimento di sangue. Il Paese, ex colonia francese, abbandonò subito il nome coloniale e divenne Burkina Faso, che in due lingue locali, il moré e il dioula, significa “Paese degli uomini integri”. Ed è dall’integrità morale che Sankara partì per tagliare i ponti con un triste passato e con deprimente presente. Pochi dati illustrano quanto grave fosse la situazione: tasso di mortalità infantile del 187 per mille (ogni cinque bambini nati, uno non arrivava a compiere un anno), tasso di alfabetizzazione al 2%, speranza di vita di soli 44 anni, un medico ogni 50.000 abitanti.
“Non possiamo essere la classe dirigente ricca in un Paese povero”, era solito ripetere Sankara, che visse un’infanzia di miseria (“Quante volte i miei fratelli e io abbiamo cercato qualcosa da mangiare nelle pattumiere dell’Hotel Indépendance”) e povero, come gli altri burkinabè, è sempre rimasto. Le auto blu destinate agli alti funzionari statali, dotate di ogni comfort, vennero sostituite con utilitarie, ai lavori pubblici erano tenuti a partecipare anche i ministri. Sankara stesso viveva in una casa di Ouagadougou, la capitale del Paese, che per nulla si differenziava dalle altre; nella sua dichiarazione dei redditi del 1987 i beni da lui posseduti risultavano essere una vecchia Renault 5, libri, una moto, quattro biciclette, due chitarre, mobili e un bilocale con il mutuo ancora da pagare.
“È inammissibile”, sosteneva, “che ci siano uomini proprietari di quindici ville, quando a cinque chilometri da Ouagadougou la gente non ha i soldi nemmeno per una confezione di nivachina contro la malaria”. Negli stessi anni i suoi omologhi si trinceravano in lussuose ville o agli ultimi piani dei migliori hotel, lontani anni luce dai bisogni quotidiani della popolazione. Per esempio il presidente della Costa d’Avorio, Felix HouphouëtBoigny, aveva fatto costruire in pieno deserto una pista di pattinaggio su ghiaccio per i propri figli. Quando alcuni capi di Stato si offrirono per donare a Sankara un aereo presidenziale, la risposta fu che era meglio fare arrivare in Burkina Faso macchinari agricoli. E la terra burkinabè non è mai stata particolarmente fertile, inaridita dall’Harmattan, il vento secco proveniente dal deserto del Sahara che lambisce i confini settentrionali del Paese.
Per ridare impulso all’economia si decise di contare sulle proprie forze, di vive re all’africana, senza farsi abbagliare dalle imposizioni culturali provenienti dall’Europa: “Non c’è salvezza per il nostro popolo se non voltiamo completamente le spalle a tutti i modelli che ciarlatani di tutti i tipi hanno cercato di venderci per anni”. “Consumiamo burkinabè”, si leggeva sui muri di Ouagadougou, mentre per favorire l’industria tessile nazionale i ministri erano tenuti a vestire il faso dan fani, l’abito di cotone tradizionale, proprio come Gandhi aveva fatto in India con il khadi.
Le magre risorse vennero impiegate per mandare a scuola i bambini e le bambine – nel 1983 la frequenza scolastica era attorno al 15% – e per fornire cure mediche ai malati, organizzando campagne di alfabetizzazione e di vaccinazione capillare contro le infermità più diffuse come la febbre gialla, il colera e il morbillo. L’obiettivo era di fornire 10 litri di acqua e due pasti al giorno a ogni burkinabè, impedendo che l’acqua finisse nelle avide mani delle multinazionali francesi o statunitensi e cercando finanziamenti che fossero funzionali allo sviluppo idrogeologico del Paese, non al profitto di pochi uomini d’affari.
Il Burkina Faso divenne un esempio per le altre nazioni, governate da élite corrotte e supine ai dettami provenienti dagli istituti economici internazionali. Se un piccolo Paese, condannato anche dalla geografia (il deserto avanzava verso sud di sette chilometri all’anno mangiandosi campi coltivati; esiste un solo corso fluviale e non c’è alcuno sbocco sul mare) riusciva a levare il proprio grido di dolore e di insofferenza e a dimostrare che i problemi che affliggevano l’Africa si potevano risolvere, cosa avrebbero potuto fare Paesi con immense risorse naturali? Il 15 ottobre 1987 Sankara, che a dicembre avrebbe compiuto 38 anni, veniva ucciso: troppo scomodo, troppo generoso, troppo attento alle esigenze della povera gente. Quando i giovani africani cominciarono a chiedere ai propri governanti di seguire l’esempio di Sankara, il complotto prese forma e coinvolse chi, in Burkina Faso, in Africa e in Europa, non poteva tollerare la sua indisciplina e la sua semplicità.
In quattro anni Sankara aveva invitato i Paesi africani a non pagare il debito estero per concentrare gli sforzi su una politica economica che colmasse il ritardo imposto da decenni di dominazione coloniale. Dominazione che era anche culturale: “Per l’imperialismo”, affermava, “è più importante dominarci culturalmente che militarmente. La dominazione culturale è la più flessibile, la più efficace, la meno costosa. Il nostro compito consiste nel decolonizzare la nostra mentalità”. "


Emile Cioran

"There is no means of proving it is preferable to be than not to be"

“Non c'è modo di provare che è preferibile essere al non essere.”

Offline BRADIPODOC

  • Macchina da scrivere
  • ***
  • Post: 7073
  • Sesso: Maschio
Re:Il ristorante della mente - Cosa state leggendo?
« Risposta #6 il: 23 Dicembre 2014, 14:16:47 »
Ho inziato 18 libri e non ne finisco uno, faccio 3 pagine dell'uno, 3 dell'altro.

Più che altro sto leggendo dei libri didattici per imparare spagnolo, francese, inglese, cinese e latino.

Inutile dire che ho un casino in testa che lo so solo io.

Me ne dovrei fare per pensare in una lingua ibrida, non solo in italiano come ho fatto finora.

Secondariamente devo verificare se la conoscenza del proprio mondo interiore e sofferenza esistenziale evolve nel caso in cui la terminologia per descriverlo si modifichi di conseguenza.

In altre parole, il disturbo psichico è linguistico? è un problema di definizione dei fattori?

Se si, una lingua che pensa per opposti, potrebbe assorbirne le contraddizioni.

Sono in procinto di fare di me stesso un esperimento scientifico, confesso di non essermi mai sentito così cavia come adesso, la qual cosa, invece di perlimermi, mi galvanizza.

Credo di poter scoprire come ci condizionano con il linguaggio.







Emile Cioran

"There is no means of proving it is preferable to be than not to be"

“Non c'è modo di provare che è preferibile essere al non essere.”

Offline Bic

  • Tea C. Blanc
  • Amministratore
  • Tastiera digitale
  • ******
  • Post: 10512
Re:Il ristorante della mente - Cosa state leggendo?
« Risposta #7 il: 23 Dicembre 2014, 17:32:32 »


Secondariamente devo verificare se la conoscenza del proprio mondo interiore e sofferenza esistenziale evolve nel caso in cui la terminologia per descriverlo si modifichi di conseguenza.

In altre parole, il disturbo psichico è linguistico? è un problema di definizione dei fattori?

Se si, una lingua che pensa per opposti, potrebbe assorbirne le contraddizioni.



Uno scoglio per la comprensione del bambino da un punto di vista psicologico è che i bambini a volte non riescono a verbalizzare il proprio disagio. 
Dare un nome a quello che si sente sembrerebbe, inoltre, rassicurante.
Personalmente non penso che il disturbo psichico sia linguistico (esistono cause ben più profonde e numerose variabili a crearlo) ma la padronanza della lingua può senz'altro aiutare a comunicarlo.

E infine, una lingua rispecchia anche la cultura madre. Per esempio, in Occidente quando pensiamo al passato lo pensiamo dietro, e se pensiamo al futuro lo pensiamo davanti.
Tutt'altro pensiero è formulato da alcune zone in Oriente dove è il contrario. Il futuro è pensato come un arrivo da dietro (non lo si conosce), mentre si conosce il passato e lo si vede davanti.
Solo da un piccolo particolare come questo, si può immaginare la profonda differenza con cui si guarda alla vita a ovest oppure a est  :asd:
  Contatti:
bic@nuovasolaria.net
facebook: Tea C. Blanc

Offline BRADIPODOC

  • Macchina da scrivere
  • ***
  • Post: 7073
  • Sesso: Maschio
Re:Il ristorante della mente - Cosa state leggendo?
« Risposta #8 il: 23 Dicembre 2014, 20:36:42 »
E' un mondo,

Un mondo di cui non mi sono mai interessato.

Si dovrebbe arrivare a capire che è molto difficile pensarsi come esseri umani e che tantissimi bisogni sono necessariamente indotti tramite il linguaggio delle immagini e delle parole.

Il pensiero segue queste direttive logiche sia per associazione che per assimilazione, in una forma così rigida, che limita ciò che puoi pensare quanto una prigione limita quello che puoi vedere.

Ho questo tremendo sospetto che la lingua abbia dei paradossi matematici, uno dei quali è certamente quello di incompletezza.

Non puoi capirla da dentro lo schema linguistico, per comprenderla intendo attribuire il giusto peso ai suoi paradigmi iniziali, a quanto è dichiarato vero/falso e contradditorio (facilmente si dovrebbe arrivare ad un punto in cui vedi solo paradossi prima di deformarla in un'altra) e soprattutto ai legami linguistici che favoriscono la creatività del pensiero

L'etimologia lo dimostra, infatti non fa altro che applicare una logica da metalinguaggio per decifrare uno schema che da solo è autoreferenziale e sostanzialmente indecifrabile (non perchè relativo, ma perchè a-riflessivo).

Questo impedisce di riflettere su tantissime questioni che presto diventeranno prioritarie.

Ho una terribile sensazione su prossimi anni, questo periodo storico... temo sia una resa dei conti con la storia stessa..

Arriverà un momento in cui si dovrà riflettere su quale sia il verbo e il credo che vogliamo perseguire perchè la materia non sarà più sufficiente a rimandare questa domanda ad un futuro interdetto alla ragione.

Questo non lo potranno fare le elite dominanti, è compito delle nuove generazioni di esseri umani.

Tutto ciò che non abbiamo mai fatto dovrebbe aiutare a rifletterci diversamente.

Ora la mia sensazione è che in un'altra lingua le nostre scoperte scientifiche non abbiano valore, così come tutti gli oggetti che produciamo.

Dunque la lingua svolge una funzione tautologica.

Essa serve a negare la realtà e a costruire un mondo di riferimenti completamente immaginari.

C'è anche una esigenza comunicativa di fondo che è quasi sempre negata e piuttosto rimandata ad un futuro incerto, mi sfugge, per ora, che cosa realmente si cerchi di fare con questa pratica umana (perchè mi pare che il concetto di bisogno sia freudiano che post-freudiano sia abbastanza inquinato).

Questo aspetto è ancora più inquietante, in quanto soggiace e sonnecchia tra le righe materale psichico imbarazzante che la nostra cultura occidentale non risolve completamente, limitandosi a soprassedere su quanto emerge in termini di conflitto interiore e rimandando all'ennesimo specialista il compito di trovare la pasticca necessaria.

Se la difficoltà di pensarsi limitati da uno schema linguistico e doversi sopportare è impresa veramente ardua, il dover sopportare anche i tentativi del prossimo è una tortura bella e buona.

Nessuno è mai sincero su quello che cerca di dire mentre comunica, mai.

E' veramente snervante avere a che fare con questo livello, questo strato in cui si ferma la comunicazione tra occidentali.



Emile Cioran

"There is no means of proving it is preferable to be than not to be"

“Non c'è modo di provare che è preferibile essere al non essere.”

Offline Bic

  • Tea C. Blanc
  • Amministratore
  • Tastiera digitale
  • ******
  • Post: 10512
Re:Il ristorante della mente - Cosa state leggendo?
« Risposta #9 il: 23 Dicembre 2014, 21:25:20 »


Nessuno è mai sincero su quello che cerca di dire mentre comunica, mai.

E' veramente snervante avere a che fare con questo livello, questo strato in cui si ferma la comunicazione tra occidentali.

Molto della sincerità o meno, la si può vedere dalla comunicazione paraverbale. Per falsare quest'ultima occorrono molta pratica e una non comune abilità.

E infatti la cosa migliore sarebbe comunicare telepaticamente, cioè direttamente, ma anche questa è una comunicazione che dovrebbe osservare delle regole. Nessuno vorrebbe avere un cervello ricettivo ventiquattr'ore su ventiquattro, senza alcuna possibilità di chiudere. O essere sondato a sorpresa. Bisogna imparare.
E poi mi immagino i disastri, visto l'attuale primordiale stadio umano, se questa capacità fosse comune. O, peggio ancora, se fosse manipolata.

Anche per questo, un grande scrittore è un grande scrittore: perché riesce a descrivere attraverso una lingua, oltre che riappropriarsi di una lingua quando la terminologia, o certa terminologia, ha perso di significato. Come? Ridandole significato.

« Ultima modifica: 23 Dicembre 2014, 21:43:31 da Bic »
  Contatti:
bic@nuovasolaria.net
facebook: Tea C. Blanc

Offline BRADIPODOC

  • Macchina da scrivere
  • ***
  • Post: 7073
  • Sesso: Maschio
Re:Il ristorante della mente - Cosa state leggendo?
« Risposta #10 il: 24 Dicembre 2014, 00:23:27 »
Ci si accorge di come sono le persone, non mi pare difficile.

Non è solo la comunicazione verbale, è un insieme di cose.

L'istinto aiuta a percepire, ma può anche ingannare quando viene filtrato da una coscienza non sviluppata adeguatamente.

In realtà, i comportamenti pratici, come le persone reagiscono allo stress e alla frustrazione, così come da quali fonti traggano stati di estasi o soddisfazione è l'elemento principale per capire le persone.

Le persone ci spaventano solo quando non riusciamo a capirle, perchè comprenderle permette di avere compassione del livello misero in cui si dibattono malamente.

A parte nei casi di tendenze che ricadono nelle sindromi oppositive, le persone tendono a comunicare una immagine abbastanza distorta di quel che sono realmente e solitamente questa è abbastanza indicativa di come desidarano che le altre persone le vedano.

L'inganno è con se stessi prima e poi con gli altri.

Tu sei buddista mi pare di ricordare.

Il busddismo è una filosofia molto interessante.

Non ci sarebbe stata la psicoanalisi senza, perchè Schopenhauer e Nietzsche hanno attinto a mani bassi.

Quando è arrivato Freud c'era già nel romanticismo quasi tutto il suo mondo psicoanalitico, lui lo ha formalizzato e ha teorizzato alcune dinamiche orginali (fissazioni infantili e nella fase avanzata la dicotonia Eros - Thanatos) con una ottica da medico clinico quale era per i suoi studi accademici (anche se gli scienziati di un tempo erano decisamente provvisti di una cultura ad ampio spettro).

Jung è quello che meglio ha lavorato per rendere patente il legame con l'oriente di questo ramo filosofico del pensiero occidentale, ma non sarebbe stato possbile farlo se non ci fosse stato affatto.

Il buddismo contiene tre scienze occidentali (e le contiene prima che nascano in occidente):
psicologia (rapporto con il sè) - sociologia (rapporto con gli altri) - ecologia (rapporto con l'ambiente naturale)

La consapevolezza interiore è nei livelli alti della coscienza.

I liveli bassi sono:
inferno -avidità - animalità - collera - tranquillità - estasi

Sono bassi perchè sono istintivi e non è richiesto alcun lavoro per ottenerli (naturalmente possono essere postivi e negativi come è tipico della filosofia buddista).

Gli altri livelli richiedono invece un percorso, un lavoro  e sono pertanto più spirituali (e anche questi sono postivi o negativi ovviamente).
studio - illuminazione parziale/creatività - compassione verso il prossimo

L'ultimo livello è il nirvana, o l'illuminazione buddista, ovvero chi è capace di indirizzare il proprio karma indipendentemente da fattori esterni.

Questa visione combacia abbastanza bene con la psicologia e anche con la sociologia occidentale, il che dimostra che intelletualmente i livelli di coscienza elevati tendono ad assomigliarsi, purtroppo il tempo che la gente passa negli stadi inferiori è, in termini di tempo, proporzionalmente imbarazzante e non certo solo per colpa loro, ma per i dettami di una società che istiga la malattia come obiettivo e l'infelicità esistenziale come conseguenza e non insegna minimamente a concepirsi in maniera diversa.

La mia buddità si ferma qui, nel riconoscere l'intuizione di fondo, poichè c'è uno scoglio filosofico per me insuperabile nel buddismo, che è credere nella rinascita, nel ciclo eterno di vita - morte - rinascita.

Anche se in qualche maniera non credo alla morte (è in contrasto con tutto quello che avviene nelle relazioni di massa ed energia), non mi tornano i conti con il concetto di rinascita (è storicamente un concetto che giustifica classi stagne nei paesi orientali).

C'è poi un altro elemento che mi innervosisce terribilmente nelle scienze umane e nelle filosofie religiose, ed è il fatto che impongano di acquietarsi ad una realtà intransigente con la stessa morale che queste filosofie professano.

C'è una tendenza in me a perseguire l'estremismo che confligge con la rassegnazione all'equlibrio.












Emile Cioran

"There is no means of proving it is preferable to be than not to be"

“Non c'è modo di provare che è preferibile essere al non essere.”

Offline Bic

  • Tea C. Blanc
  • Amministratore
  • Tastiera digitale
  • ******
  • Post: 10512
Re:Il ristorante della mente - Cosa state leggendo?
« Risposta #11 il: 24 Dicembre 2014, 20:43:46 »
Solo un appunto, Bradipo.
In un momento molto particolare della mia vita ho incontrato dei monaci zen che mi hanno insegnato attraverso il kempo.
Diciamo che il kempo, lo zen, nella mia piccolezza è la cosa che mi riesce  intellettualmente di capire meglio.
In realtà tra un buddista e me ci corre un Oceano di Saggezza  :tend: 

Che comunque ritenga una religione di primo piano il buddismo, è innegabile.

Uscendo dal buddismo, ed entrando invece nella tradizione hindu, loro parlano del lungo respiro di Brahma, e della rinascita di Brahma.
La stessa comunità scientifica non si è risolta se descrivere questo universo entropico, exotropico, in espansione infinita, in implosione dentro un unico grande immenso buco nero. Sta di fatto che anche le stelle muoiono.
E se tutto questo non fosse che una sola lunga era, incalcolabile secondo misure umane, ma a cui succederà un altro lungo respiro di Brahma? In questo senso non è una rinascita?

Senza tener conto che molto probabilmente il tempo è una misura relativa, che noi umani chiamiamo passato, presente e futuro. E invece probabilmente è solo un singolo unico evento.
Mi fermo qui.
Ah, a proposito, sto leggendo Catastrofi a scelta, di Isaac Asimov  :ahsisi:
Troppo spesso ci si dimentica che, oltre che abile narratore, è stato anche scienziato.




  Contatti:
bic@nuovasolaria.net
facebook: Tea C. Blanc

Offline BRADIPODOC

  • Macchina da scrivere
  • ***
  • Post: 7073
  • Sesso: Maschio
Re:Il ristorante della mente - Cosa state leggendo?
« Risposta #12 il: 26 Dicembre 2014, 13:45:10 »
Dunque la rinasciata è un concetto logico.

Se c'è una forza universale alla quale attingere e che è dentro di noi, ma che appartiene a tutto l'universo, questa non muore mai, esiste da sempre ed è immutabile.

L'esoterismo massonico chiama questa energia il grande architetto, e l'esoterismo massonico è la religione o la filosofia che è nascosta nelle scienze, questa spiega i molti punti di contatto (notevolmente maggiori rispetto ad altre religioni) tra buddismo e scienza occidentale.

Siccome questa energia esiste indipendentemente dalla nostra vita, tanto che il buddista la va a scovare tramite la meditazione, la preghiera e la pratica, essa è indipendente anche dalla nostra morte.

Lo scopo dell'esistenza è raggiungere questa simmetria energetica, poichè ogni disallineamento crea dolore a se stessi o al prossimo.

Il karma è la conseguenza delle nostra azioni e del nostro modo di vivere in questo regime di disallineamento.

Direi che possiamo tranquillamente dire che sia gli archetipi junghiani, sia l'identificazione junghiana abbriacciano questa linea di pensiero (delle possibilità esistenziali).

Se c'è sempre un motivo di casua ed effetto nel nostro karma, deve esserci anche per spiegare o motivare qualsiasi accadimento, compresa la nascita, e siccome non sempre è possibile imputare a se stessi la causa delle proprie disgrazie, queste devono essere tramandate da una vita all'altra.

Senza questo "pregiudizio" l'intera struttura crolla, direi che è il paradigma di questa fede.

Preso per buono qusto paradigma, come per centinaia di altre filosofie o anche scienze, il modello costruito fila che è una meraviglia (è proprio una caratteristica del pensiero umano essere perfettamente razionale e logico partendo da premesse irrazionali e illogiche).

I paradigmi iniziali son o tuttavia facili da contestare, lo sono sempre.

Non richiedono grossi calcoli e ragionamenti come è richiesto per conoscere una filosofia nei suoi aspetti più reconditi.

Solitamente la nostra capicità di vederci metafore permette di salvare anche il concetto meno metaforico.

C'è infatti molto di metaforico nel concetto di rinascita, tanto che la stessa visione storica, la conoscenza del passato o la memoria culturale dei popoli può essere concepita come energia collettiva che non parte mai di nuovo da zero, ma segue, invece, un percorso che è frutto del precedente.

E' la storia stessa dell'essere umano che dimostra che questi non ha un preciso codice di comportamenti iscritto, ma piuttosto un ricordo collettivo del punto di partenza e intuizioni sul punto d arrivo.

Nonostante questo, il concetto di rinascita e conseguente attribuzione personale del proprio karma (che a me pare una sorta di colpa ereditata dalla nascita), si prestano facilmente ad essere ridicolizzate.

Si tratta di scegliere tra essere idealisti o realisti filosoficamente (che è un altro modo di dirsi spirituali o materialisti).

In questa fase storica, Heidegger e il suo pessimismo melodrammatico ha trionfato su tutta la linea (ma sarebbe meglio dire le sue previsioni).

Questo è il karma con cui abbiamo a che fare, il contrario dell'idealismo ormai morto e sepolto.

Si potrebbe dire che la materia e la tecnica sono così potenti da sovrastare il sentire umano.

E' questione di misurare le forze in nostro possesso di fronte ad un mondo che non ha bisogno dell'essere umano per avere senso.

Per come la vedo io, la battaglia non è dentro di noi, ma è con questo mostro creato dall'uomo.




Emile Cioran

"There is no means of proving it is preferable to be than not to be"

“Non c'è modo di provare che è preferibile essere al non essere.”

Offline david

  • Stilo
  • **
  • Post: 46
  • Sesso: Maschio
Re:Il ristorante della mente - Cosa state leggendo?
« Risposta #13 il: 01 Gennaio 2015, 19:56:53 »
Ho iniziato l'anno con Il grande romanzo americano di Philip Roth :sisi:

Offline Spoiler

  • Penna Stilografica
  • *
  • Post: 2221
  • Sesso: Maschio
  • La scelta è sempre mia
Re:Il ristorante della mente - Cosa state leggendo?
« Risposta #14 il: 01 Gennaio 2015, 22:41:25 »
Io sto leggendo la Masseria delle allodole, che tratta del genocidio armeno nella prima guerra mondiale

Credo sia un buon libro, perché riesce nel suo intento di provocare in me rabbia, tristezza e delusione
—I fear not the man who has practiced 10,000 kicks once, but I fear the man who has practiced one kick 10,000 times.—

–Without love, without truth, there can be no turning back. Without faith, without hope, there can be no peace of mind–


spoiler.nuovasolaria@hotmail.com

Offline Geppe

  • Moderatore
  • Pennino
  • *****
  • Post: 967
  • Sesso: Maschio
Re:Il ristorante della mente - Cosa state leggendo?
« Risposta #15 il: 01 Gennaio 2015, 22:43:29 »
Io sto leggendo la Masseria delle allodole, che tratta del genocidio armeno nella prima guerra mondiale

Credo sia un buon libro, perché riesce nel suo intento di provocare in me rabbia, tristezza e delusione

Letto anch'io a scuola, se non sbaglio in quel periodo era uscito pure il film. Siamo andati a vederlo, mamma mia che tristezza  :sad: Comunque il libro è molto istruttivo, ricopre una pagina della storia poco conosciuta e ricordata  :sisi:
But do you have what it takes to be invited into the divine council?


Offline Just a little girl

  • Biro
  • **
  • Post: 3050
  • Sesso: Femmina
  • Regno delle Storie
Re:Il ristorante della mente - Cosa state leggendo?
« Risposta #16 il: 02 Gennaio 2015, 13:22:39 »
Io sto leggendo L'ultimo Catone di Matilde Asensi.
E' un ramanzo giallo che tratta di un omicidio (ovviamente inventato) in cui è invischiata anche la Chiesa. I protagonisti dovranno scoprire di più al riguardo e seguiranno le imprese di Dante avvenute nel purgatorio descritto nella Divina Commedia. :)

Offline Daniel Von Evol

  • Penna Stilografica
  • *
  • Post: 1503
  • Sesso: Maschio
Re:Il ristorante della mente - Cosa state leggendo?
« Risposta #17 il: 05 Gennaio 2015, 13:50:25 »
Io ho letto (finito già da un pò, per questo inizio così) "Pastorale Americana"  di Philip Roth, che mi è piaciuto davvero molto e lo consiglierei a chiunque. Andate a leggere qualcosa a proposito e vedete se è nelle vostre corde. Ha vinto il Pulitzer nel '98, e anche un cabron come me capisce perché...
Poi ho iniziato "Glamorama"  di Bret Easton Ellis, erano anni che volevo leggerlo (di Ellis ho letto e apprezzato i celebri American Psycho e Meno Di Zero), so che è valido ma dopo trenta pagine mi sono bloccato per i troppi impegni... Come si fa ad andare a lavorare, scribacchiare, leggere, guardare serial validi, fare la spesa, ecc ecc ecc...?!  Cosa tagliate fuori voi, campioni?
« Ultima modifica: 05 Gennaio 2015, 19:16:55 da Daniel Teng »

Vincitore Torneo mensile VII Ediz.,Vincitore pari merito Drabble 20,Vincitore pari merito 250 Caratteri 6 Ediz.,Vincitore pari merito 250 Caratteri 3 Ediz.,Vincitore 250 Caratteri 2 Ediz.,Vincitore 5° Torneo Haiku/Senryu,Vincitore 7° Torneo Haiku/Senryu,Vincitore Drabble 11, Raccontare la notizia 1°,Vincitore Drabble 6,
Vincitore 3° Torneo Haiku/Senryu,Tournament of song:Thrash Metal 2° ediz., Esercizi di stile (2°),
Best Utente Giugno 2015,Gioco dell'anagramma II
Gioco dell'anagramma V,Vincitore Drabble XXIII, Vincitore pari merito Contest Erotico-Estate 2016, Vincitore 250 Caratteri 8, Vincitore 250 Caratteri 9, Vincitore 250 Caratteri 10


Die when you die when you die you're gonna die
Die when you die when you die you're gonna die
(GG Allin)

Offline david

  • Stilo
  • **
  • Post: 46
  • Sesso: Maschio
Re:Il ristorante della mente - Cosa state leggendo?
« Risposta #18 il: 05 Gennaio 2015, 13:55:03 »
Io ho letto (finito già da un pò, per questo inizio così) "Pastorale Americana"  di Philip Roth, che mi è piaciuto davvero molto e lo consiglierei a chiunque. Andate a leggere qualcosa a proposito e vedete se è nelle vostre corde. Ha vinto il Pulitzer nel '98, e anche un cabron come me capisce perché...
Poi ho iniziato "Glamorama"  di Bret Easton Ellis, erano anni che volevo leggerlo (di Ellis ho letto e apprezzato i celebri American Psycho e Meno Di Zero), so che è valido ma dopo trenta pagine mi sono bloccato per i troppi impegni... Come si fa ad andare a lavorare, scribacchiare, leggere, guardare serial validi, fare la spesa, ecc ecc ecc...?!  Cosa tagliate fuori voi campioni?
Ottime letture :sisi: Pastorale Americana è un gran bel libro (anche se non è il migliore di Roth a mio parere) e Glamorama è il migliore di Ellis che ho letto :sisi: (ho letto tutto di lui :sisi:).

Offline Bic

  • Tea C. Blanc
  • Amministratore
  • Tastiera digitale
  • ******
  • Post: 10512
Re:Il ristorante della mente - Cosa state leggendo?
« Risposta #19 il: 13 Gennaio 2015, 21:14:32 »
Come si fa ad andare a lavorare, scribacchiare, leggere, guardare serial validi, fare la spesa, ecc ecc ecc...?!  Cosa tagliate fuori voi, campioni?


Primo, non sono un campione, Daniel.
E la tua è la tipica domanda da un milione di euro  :asd:

Però ti rispondo ugualmente perché
Spiacente, ma non sei autorizzato a visualizzare il contenuto degli spoiler

In questo modo costringi il cervello a stabilire le priorità e le necessità (puoi anche costruire delle nuvole a ridosso e collegate alle nuvole principali, come sottoargomento); in secondo luogo (ed è una cosa che avviene a un livello inconscio) il cervello, una volta disegnata la mappa mentale, capisce meglio il quadro della situazione e s'ingegna perché ogni cosa venga fatta nel migliore dei modi. Perché? Perché non pensa secondo scaletta lineare e per punti (il cervello pensa nel modo con cui è costruita la mappa che hai visto, non a mo' di lista); ti potrà sembrare che, seguendola, il tuo agire diventerà ancora più confusionario. In realtà il cervello ti sta dando un percorso di collegamenti in termini economici e senza dimenticare alcun punto.
Man mano che esegui le cose da fare, traccia un segno di cancellazione sulla mappa per evidenziare che quella cosa è stata fatta.

Alla fine ti ritroverai con la mente più sgombra e le cose fatte.

E poi, se sei stanco, datti una pausa ogni tanto: chiudi gli occhi e lascia andare i pensieri dove vogliono, anche quelli negativi, guardali passare senza tenerli. Dormi se proprio non riesci a entrare in uno stato meditativo. Un buon metodo autoipnotico, quando si arriva a questo punto di stanchezza, è anche darsi, in quel momento che sta per diventare non ancora sonno ma non proprio più veglia, un comando su quello si desidera che sia fatto. E' importante che il comando ipnotico sia dato in positivo. Per esempio: mai dare il comando "non fare quello" ma, invece, "evita di fare quello". O altra espressione che comunque sia esecutiva e non repressiva. Il cervello non comprende la negazione in un imperativo: e infatti è comune vedere dei genitori che dicono ai propri figli "Non fare questo!" e un attimo dopo vedere i figli farlo  :asd: . Anzi, è matematico che andranno a farlo perché il cervello ha recepito il comando"(Non) fare quello - ossia - Fai quello!" Non ci sono bambini cattivi, ci sono bambini educati male.

Come ultima cosa, nel comando ipnotico stabilisci che, al risveglio, saprai quello che c'è da fare, come agire, che priorità dare. Lo farai senza pensarci, cioè lo farai e basta.
Puoi anche dare il comando verbalmente, rivolgendoti a te stesso.

[/spoiler]
  Contatti:
bic@nuovasolaria.net
facebook: Tea C. Blanc